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martedì 2 dicembre 2014

JORGE LUIS BORGES

JORGE LUIS BORGES


3

Nelle nostre vite esistono persone che ci rendono felici per la
semplice casualità di averle incrociate nel nostro cammino.
Oggi e sempre, semplicemente perché ogni persona che passa nella
nostra vita è unica.
Sempre lascia un po’ di sé e si porta via un po’ di noi.
Ci sarà chi si è portato via molto, ma non ci sarà mai chi non ha
lasciato nulla. Questa è la più grande responsabilità della nostra
vita e la prova evidente che due anime non si incontrano per caso.

martedì 14 ottobre 2014

L’apice di Jorge Luis Borges

L’apice di Jorge Luis Borges

Non ti potrà salvare ciò che scrissero
Coloro che la tua paura implora;
Tu non sei gli altri e ti vedi ora
Centro del labirinto che tramarono
I tuoi passi. Non ti salva l’agonia
Di Gesù o di Socrate né il forte
Aureo Siddharta che accettò la morte
In un giardino, al declinar del giorno.
Polvere è pure la parola scritta
Dalla tua mano o il verbo pronunciato
Dalla tua bocca. Non perdona il Fato
E la notte di Dio è infinita.
Tu sei fatto di tempo, di incessante
Tempo. Sei ogni solitario istante.

(Traduzione di Domenico Porzio)

da “Jorge Luis Borges, La cifra”, “Lo specchio” A. Mondadori Editore, 1982



lunedì 14 luglio 2014

mercoledì 25 settembre 2013

POESIA DI ANONIMO-ATTRIBUITA ERRONEAMENTE ANCHE A BORGES E A MOLTI ALTRI

POESIA DI ANONIMO-ATTRIBUITA ERRONEAMENTE ANCHE A BORGES E A MOLTI ALTRI.

ISTANTI

Se io potessi vivere un'altra volta la mia vita
nella prossima cercherei di fare più errori
non cercherei di essere tanto perfetto,
mi negherei di più,
sarei meno serio di quanto sono stato,
difatti prenderei pochissime cose sul serio.
Sarei meno igienico,
correrei più rischi,
farei più viaggi,
guarderei più tramonti,
salirei più montagne,
nuoterei più fiumi,
andrei in posti dove mai sono andato,
mangerei più gelati e meno fave,
avrei più problemi reali e meno immaginari.
Io sono stato una di quelle persone che ha vissuto sensatamente
e precisamente ogni minuto della sua vita;
certo che ho avuto momenti di gioia
ma se potessi tornare indietro cercherei di avere soltanto buoni momenti.
Nel caso non lo sappiate, di quello è fatta la vita,
solo di momenti, non ti perdere l'oggi.
Io ero uno di quelli che mai andava in nessun posto senza un termometro,
una borsa d'acqua calda, un ombrello e un paracadute;
una borsa d'acqua calda, un ombrello e un paracadute;
se potessi vivere di nuovo comincerei ad andare scalzo all'inizio della primavera
e continuerei così fino alla fine dell'autunno.
Farei più giri nella carrozzella,
guarderei più albe e giocherei di più con i bambini,
se avessi un'altra volta la vita davanti.
Ma guardate, ho 85 anni e so che sto morendo.

d.a

domenica 22 settembre 2013

JORGE LUIS BORGES - Amicizia (Poema a la amistad)


JORGE LUIS BORGES - Amicizia (Poema a la amistad)











Non posso darti soluzioni per tutti i problemi della vita



Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori,



però posso ascoltarli e dividerli con te



Non posso cambiare né il tuo passato né il tuo futuro



però quando serve starò vicino a te


Non posso evitarti di precipitare, solamente posso offrirti la 


mia mano perché ti sostenga e non cadi



La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono i miei



però gioisco sinceramente quando ti vedo felice



Non giudico le decisioni che prendi nella vita



mi limito ad appoggiarti a stimolarti e aiutarti se me lo chiedi



Non posso tracciare limiti dentro i quali devi muoverti,



però posso offrirti lo spazio necessario per crescere


Non posso evitare la tua sofferenza, quando qualche pena ti 


tocca il cuore


però posso piangere con te e raccogliere i pezzi per 


rimetterlo a nuovo.



Non posso dirti né cosa sei né cosa devi essere



solamente posso volerti come sei ed essere tua amica.



In questo giorno pensavo a qualcuno che mi fosse amico



in quel momento sei apparso tu...


Non sei né sopra né sotto né in mezzo non sei né in testa né 

alla fine della lista


Non sei ne il numero 1 né il numero finale e tanto meno ho 


la pretesa



di essere il 1° il 2° o il 3° della tua lista



Basta che mi voglia come amico



Poi ho capito che siamo veramente amici.



Ho fatto quello che farebbe qualsiasi amico:



ho pregato e ho ringraziato Dio per te.



Grazie per essermi amico.



(f.g)

JORGE LUIS BORGES - Amicizia (Poema a la amistad)

JORGE LUIS BORGES - Amicizia (Poema a la amistad)

Non posso darti soluzioni per tutti i problemi della vita
Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori,
però posso ascoltarli e dividerli con te
Non posso cambiare né il tuo passato né il tuo futuro
però quando serve starò vicino a te
Non posso evitarti di precipitare, solamente posso offrirti la mia mano perché ti sostenga e non cadi
La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono i miei
però gioisco sinceramente quando ti vedo felice
Non giudico le decisioni che prendi nella vita
mi limito ad appoggiarti a stimolarti e aiutarti se me lo chiedi
Non posso tracciare limiti dentro i quali devi muoverti,
però posso offrirti lo spazio necessario per crescere
Non posso evitare la tua sofferenza, quando qualche pena ti tocca il cuore
però posso piangere con te e raccogliere i pezzi per rimetterlo a nuovo.
Non posso dirti né cosa sei né cosa devi essere
solamente posso volerti come sei ed essere tua amica.
In questo giorno pensavo a qualcuno che mi fosse amico
in quel momento sei apparso tu...
Non sei né sopra né sotto né in mezzo non sei né in testa né alla fine della lista
Non sei ne il numero 1 né il numero finale e tanto meno ho la pretesa
di essere il 1° il 2° o il 3° della tua lista
Basta che mi voglia come amico
Poi ho capito che siamo veramente amici.
Ho fatto quello che farebbe qualsiasi amico:
ho pregato e ho ringraziato Dio per te.
Grazie per essermi amico.

(f.g)

lunedì 2 settembre 2013

lunedì 19 agosto 2013

C'E' TANTA SOLITUDINE di JORGE LOUIS BORGES


Il meglio di "Versi e prose in piena Libertà": C'E' TANTA SOLITUDINE di JORGE LOUIS BORGES
ilmeglioversieproseinliberta.blogspot.se
«Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati» «Dove andiamo?» «Non lo so, ma dobbiamo andare» Jack Kerouac

C'E' TANTA SOLITUDINE di JORGE LOUIS BORGES


C'E' TANTA SOLITUDINE di JORGE LOUIS BORGES 



C'è tanta solitudine in quell'oro.
La luna delle notti
non é la luna che
il primo Abramo vide.
I lunghi secoli dell'umano vegliare
l'han colmata d'antico pianto.
Guardala.
È il tuo specchio.

martedì 16 luglio 2013

ABELE E CAINO di Jorge Luis Borges




"Abele e Caino s'incontrarono dopo la morte di Abele. Camminavano nel deserto e si riconobbero da lontano, perché erano ambedue molto alti. I fratelli sedettero in terra, accesero un fuoco e mangiarono. Tacevano, come fa la gente stanca quando declina il giorno. Nel cielo spuntava qualche stella, che non aveva ancora ricevuto il suo nome. Alla luce delle fiamme, Caino notò sulla fronte di Abele il segno della pietra e lasciando cadere il pane che stava per portare alla bocca chiese che gli fosse perdonato il suo delitto. Abele rispose: "Tu hai ucciso me, o io ho ucciso te? Non ricordo più: stiamo qui insieme come prima". "Ora so che mi hai perdonato davvero" disse Caino "perché dimenticare è perdonare. Anch'io cercherò di scordare". Abele disse lentamente: "È così. Finché dura il rimorso dura la colpa".

Jorge Luis Borges

(fg)

mercoledì 10 aprile 2013

IL TEMPO di JORGE LUIS BORGE

IL TEMPO di JORGE LUIS BORGE



Il tempo è la sostanza di cui sono fatto.
 
Il tempo è un fiume che mi trascina, ma io sono il fiume;
 
è una tigre che mi sbrana, ma io sono la tigre;
 
è un fuoco che mi divora, ma io sono il fuoco.
                     
         (d.a)                  

IL TEMPO di JORGE LUIS BORGE

IL TEMPO di JORGE LUIS BORGE



Il tempo è la sostanza di cui sono fatto.
 
Il tempo è un fiume che mi trascina, ma io sono il fiume;
 
è una tigre che mi sbrana, ma io sono la tigre;
 
è un fuoco che mi divora, ma io sono il fuoco.
                     
         (d.a)                  

venerdì 22 marzo 2013

UN'ALTRA POESIA DEI DONI di Jorge Luis Borges

UN'ALTRA POESIA DEI DONI  di Jorge Luis Borges




Ringraziare voglio il divino
labirinto delle cause e degli effetti
per la diversità delle creature
che compongono questo universo singolare,
per la ragione, che non cesserà di sognare
un qualche disegno del labirinto,
per il viso di Elena e la perseveranza di Ulisse,
per l’amore, che ci fa vedere gli altri
come li vede la divinità,
per il saldo diamante e l’acqua sciolta
per l’algebra, palazzo di precisi cristalli,
per le mistiche monete di Angelus Silesius,
per Schopenhauer,
che forse decifrò l’universo,
per lo splendore del fuoco
che nessun essere umano può guardare
senza uno stupore antico

per il mogano, il sandalo e il cedro,
per il pane e il sale,
per il mistero della rosa
che prodiga colore e non lo vede,
per certe vigilie e giorni del 1955,
per i duri mandriani che nella pianura
aizzano le bestie e l’alba,
per il mattino a Montevideo,
per l’arte dell’amicizia,
per l’ultima giornata di Socrate,
per le parole che in un crepuscolo furono dette
da una croce all’altra,
per quel sogno dell’Islam che abbracciò
mille notti e una notte,
per quell’altro sogno dell’inferno,
della torre del fuoco che purifica,
e delle sfere gloriose,
per Swedenborg,
che conversava con gli angeli per le strade di Londra,
per i fiumi segreti e immemorabili
che convergono in me,
per la lingua che secoli fa parlai nella Northumbria,
per la spada e l’arpa dei sassoni,
per il mare, che è un deserto risplendente
e una cifra di cose che non sappiamo,
per la musica verbale d’Inghilterra,
per la musica verbale della Germania,
per l’oro che sfolgora nei versi,
per l’epico inverno
per il nome di un libro che non ho letto,

per Verlaine, innocente come gli uccelli,
per il prisma di cristallo e il peso d’ottone,
per le strisce della tigre,
per le alte torri di San Francisco e di Manhattan,
per il mattino nel Texas,
per quel sivigliano che stese l’Epistola Morale,
e il cui nome, come preferiva, ignoriamo,
per Seneca e Lucano, di Cordova,
che prima dello spagnolo
scrissero tutta la letteratura spagnola,
per il geometrico e bizzarro gioco degli scacchi,
per la tartaruga di Zenone e la mappa di Royce,
per l’odore medicinale degli eucalipti,
per il linguaggio, che può simulare la sapienza,
per l’oblio, che annulla o modifica i passati,
per la consuetudine,
che ci ripete e ci conferma come uno specchio,
per il mattino, che ci procura l’illusione di un principio,
per la notte, le sue tenebre e la sua astronomia,
per il coraggio e la felicità degli altri,
per la patria, sentita nei gelsomini
o in una vecchia spada,
per Whitman e Francesco d’Assisi che scrissero già
questa poesia,
per il fatto che questa poesia è inesauribile
e si confonde con la somma delle creature
e non arriverà mai all'ultimo verso
e cambia secondo gli uomini,
per Frances Haslam, che chiese perdono ai suoi figli
perché moriva così lentamente,
per i minuti che precedono il sonno,
per il sonno e la morte,
quei due tesori occulti,
per gli intimi doni che non elenco,
per questa musica, misteriosa forma del tempo.

UN'ALTRA POESIA DEI DONI di Jorge Luis Borges

UN'ALTRA POESIA DEI DONI  di Jorge Luis Borges




Ringraziare voglio il divino
labirinto delle cause e degli effetti
per la diversità delle creature
che compongono questo universo singolare,

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"Versi e prose in piena Libertà" il blog: IL RITORNO DI LILITH di Joumana Haddad

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