Visualizzazione post con etichetta SZYMBORSKA WISLAWA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta SZYMBORSKA WISLAWA. Mostra tutti i post

domenica 17 maggio 2015

WISLAWA SZYMBORSKA "Ogni caso"

WISLAWA SZYMBORSKA

Ogni caso

Poteva accadere.
Doveva accadere.
E’ accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
E’accaduto non a te.
Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
Perché da solo. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perché a destra.
Perché la pioggia. Perché un’ombra.
Perché splendeva il sole.
Per fortuna là c’era un bosco.
Per fortuna non c’erano alberi.
Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave, un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.
In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.
Dunque ci sei? Dritto dall’animo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì? Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.

(a.c.)

sabato 14 giugno 2014

LA MOGLIE DI LOT di Wisława Szymborska

LA MOGLIE DI LOT di Wisława Szymborska

Guardai indietro, dicono, per curiosità,
ma, curiosità a parte, potevo avere altri motivi.
Guardai indietro rimpiangendo la mia coppa d’argento.
Per distrazione – mentre allacciavo il sandalo.
Per non dover più guardare la nuca proba
di mio marito, Lot.
Per l’improvvisa certezza che se fossi morta
non si sarebbe neppure fermato.
Per la disobbedienza degli umili.
Per tendere l’orecchio agli inseguitori.
Colpita dal silenzio, sperando che Dio ci avesse ripensato.

Le nostre due figlie stavano già sparendo oltre la
cima del colle.
Sentii in me la vecchiaia. Il distacco.
La futilità del vagare. Il torpore.
Guardai indietro posando per terra il fagotto.
Guardai indietro non sapendo dove mettere il piede.
Sul mio sentiero erano apparsi serpenti,
ragni, topi di campo, piccoli di avvoltoio.
Non più buoni né cattivi – ogni cosa vivente
strisciava e saltava in un panico collettivo, semplicemente.

Guardai indietro per solitudine.
Per la vergogna di fuggire di nascosto.
Per la voglia di gridare, di tornare.
O forse solo quando si alzò il vento
che mi sciolse i capelli e sollevò la veste.
Mi parve che dalle mura di Sodoma lo vedessero
e scoppiassero in risa fragorose più e più volte.

Guardai indietro per l’ira.
Per saziarmi della loro grande rovina.
Guardai indietro per queste ragioni.
Guardai indietro non per mia volontà.
Fu solo una roccia a girarsi, ringhiando sotto di me.
Fu un crepaccio a tagliarmi d’improvviso la strada.
Sul bordo trotterellava un criceto ritto su due zampette.
E fu allora che entrambi ci voltammo a guardare.
No, no. lo continuavo a correre,
mi trascinavo e sollevavo,
finché il buio non piombò dal cielo,
e con esso ghiaia ardente e uccelli morti.

Mancandomi l’aria, mi rigirai più volte.
Chi mi avesse visto poteva pensare che danzassi.
Non escludo che i miei occhi fossero aperti.
E possibile che sia caduta con il viso rivolto verso la città.

(f.g)

Art. Tamara De Lempicka

martedì 3 giugno 2014

ECCESSO da Gente sul ponte (1986) di Wislawa Szymborska

ECCESSO da Gente sul ponte (1986) di Wisława Szymborska

Hanno scoperto una nuova stella,
ma non vuol dire che vi sia più luce
e qualcosa che prima mancava.

La stella è grande e lontana,
tanto lontana da essere piccola,
perfino più piccola di altre
assai più piccole di lei.
Lo stupirsi non sarebbe qui affatto strano
se solo ne avessimo il tempo.

L’età della stella, la sua massa, posizione,
tutto ciò basta forse
per una tesi di dottorato
e un piccolo rinfresco
negli ambienti vicini al cielo:
l’astronomo, sua moglie, parenti, colleghi,
atmosfera rilassata, abito informale,
si conversa soprattutto ditemi locali
e si masticano noccioline.

Una stella magnifica,
ma non è un buon motivo
per non brindare alle nostre signore
assai più vicine.

Una stella senza conseguenze.
Ininfluente sul tempo, la moda, l’esito del match,
il governo, le entrate e la crisi dei valori.

Senza riflessi su propaganda e industria pesante,
sulla laccatura del tavolo delle trattative.
In sovrappiù per i giorni contati della vita.

A che serve qui chiedersi
sotto quante stelle nasce l’uomo,
e sotto quante dopo un breve attimo muore.

Nuova.
– Mostrami almeno dov’è.
– Tra il bordo della nuvoletta bigia sfilacciata
e quel rametto, più a sinistra, di acacia.
– Ah, eccola – dico.

(f.g)


mercoledì 28 maggio 2014

AMORE A PRIMA VISTA DI WISLAWA SZYMBORSKA

domenica 25 maggio 2014

AMORE A PRIMA VISTA di Wisława Szymborska

AMORE A PRIMA VISTA di Wisława Szymborska

Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
È bella una tale certezza
ma l’incertezza è più bella.

Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da molto tempo potevano incrociarsi?

Vorrei chiedere loro
se non ricordano –
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
uno «scusi» nella ressa?
un «ha sbagliato numero» nella cornetta?
– ma conosco la risposta.
No, non ricordano.

Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.
Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava e allontanava,
tagliava loro la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.

Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla a un’altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa fu raccolto.
Chissà, forse già la palla
tra i cespugli dell’infanzia?

Vi furono maniglie e campanelli
su cui anzitempo
un tocco si posava su un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.

(f.g)

mercoledì 1 gennaio 2014

Le tre parole più strane

Le tre parole più strane

Quando pronuncio la parola Futuro,
la prima sillaba va già nel passato.

Quando pronuncio la parola Silenzio,
lo distruggo.

Quando pronuncio la parola Niente,
creo qualche cosa che non entra in alcun nulla.

*****

Kiedy wy­mawiam słowo Przyszłość,
pier­wsza sy­laba od­chodzi już do przeszłości.

Kiedy wy­mawiam słowo Cisza,
niszczę ją.

Kiedy wy­mawiam słowo Nic,
stwarzam coś, co nie mieści się w żad­nym nieby­cie.

____Wislawa Szymborska

(f.g)

mercoledì 16 ottobre 2013

Tratto da NELLA MOLTITUDINE di Wislawa Szymborska


Tratto da NELLA MOLTITUDINE di Wislawa Szymborska










Potevo essere me stessa 



ma senza stupore, 



e ciò vorrebbe dire



qualcuno di totalmente diverso. 

(a.t)

martedì 15 ottobre 2013

Tratto da NELLA MOLTITUDINE di Wislawa Szymborska

Tratto da NELLA MOLTITUDINE di Wislawa Szymborska

Potevo essere me stessa
ma senza stupore,
e ciò vorrebbe dire
qualcuno di totalmente diverso.

(a.t)

venerdì 13 settembre 2013

UN APPUNTO di Wisława Szymborska

UN APPUNTO di Wisława Szymborska

 
 
 
 
 
La vita è il solo modo
per coprirsi di foglie,
prendere fiato sulla sabbia,

sollevarsi sulle ali;
essere un cane,
o carezzarlo sul suo pelo caldo;
distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non è;
stare dentro gli eventi,
dileguarsi nelle vedute,
cercare il più piccolo errore.
Un’occasione eccezionale
per ricordare per un attimo
di che si è parlato
a luce spenta;
e almeno per una volta
inciampare in una pietra,
bagnarsi in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l’erba;
e seguire con gli occhi una scintilla di vento;
e persistere nel non sapere
qualcosa d’importante.

(a.t)

UN APPUNTO di Wislawa Szymborska

UN APPUNTO di Wisława Szymborska

La vita è il solo modo
per coprirsi di foglie,
prendere fiato sulla sabbia,
sollevarsi sulle ali;
essere un cane,
o carezzarlo sul suo pelo caldo;
distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non è;
stare dentro gli eventi,
dileguarsi nelle vedute,
cercare il più piccolo errore.
Un’occasione eccezionale
per ricordare per un attimo
di che si è parlato
a luce spenta;
e almeno per una volta
inciampare in una pietra,
bagnarsi in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l’erba;
e seguire con gli occhi una scintilla di vento;
e persistere nel non sapere
qualcosa d’importante.

(a.t)*

venerdì 19 luglio 2013

Wislawa Szymborska

Wislawa Szymborska

 




Cos’è che ti stupisce? Ora, in questo momento? Fermati,
guardati attorno, ovunque tu sia. Non fermarti
all’apparente banalità degli oggetti, guarda, cerca,
stupisciti.

(d.a)

giovedì 13 giugno 2013

BRANO TRATTO DALLA POESIA: IL VECCHIO PROFESSORE di WISLAVA SZYMBORSKA

BRANO TRATTO DALLA POESIA: IL VECCHIO PROFESSORE di WISLAVA SZYMBORSKA

Gli ho chiesto di quei tempi,
quando ancora eravamo così giovani,
ingenui, impetuosi, sciocchi, sprovveduti.
È rimasto qualcosa, tranne la giovinezza
-mi ha risposto.
Gli ho chiesto se gli capita di essere felice.
Lavoro
-mi ha risposto.
Gli ho chiesto del giardino e della sua panchina.
Quando la sera è tersa, osservo il cielo.
Non finisco mai di stupirmi,
tanti punti di vista ci sono lassù
-mi ha risposto.
(d.a)

venerdì 24 maggio 2013

PROSPETTIVA DA DUE PUNTI di Wislawa Szymborska


Franco Guglielminos foton
Prospettiva
da "Due punti"

Si sono incrociati come estranei,
senza un gesto o una parola,
lei diretta al negozio,
lui alla sua auto.

Forse smarriti
O distratti
O immemori
Di essersi, per un breve attimo,
amati per sempre.

D'altronde nessuna garanzia
Che fossero loro.
Sì, forse, da lontano,
ma da vicino niente affatto.

Li ho visti dalla finestra
E chi guarda dall'alto
Sbaglia più facilmente.

Lei è sparita dietro la porta a vetri,
lui si è messo al volante
ed è partito in fretta.
Cioè, come se nulla fosse accaduto,
anche se è accaduto.

E io, solo per un istante
Certa di quel che ho visto,
cerco di persuadere Voi, Lettori,
con brevi versi occasionali
quanto triste è stato.

*Wislawa Szymborska 1923 - 2012

Post in evidenza

"Versi e prose in piena Libertà" il blog: IL RITORNO DI LILITH di Joumana Haddad

"Versi e prose in piena Libertà" il blog: IL RITORNO DI LILITH di Joumana Haddad :     IL RITORNO DI LILITH di Joumana Haddad...