
Muhammad Iqbal
«Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati» «Dove andiamo?» «Non lo so, ma dobbiamo andare» Jack Kerouac

POESIE di Muhammad Iqbal
Una hùri, sotto una pergola del Giardino del Cielo disse fremente:
« Nessuno mai m’ha parlato di quel che c’è sotto le stelle!
Non comprendo che cosa sia l’alba; che cosa il tramonto, che siano il giorno e la notte;
e quel che dicono Nascita e quel che chiamano Morte, mi danno stupore strano alla mente! »
Così si fece onda d’aromi e alitò da un cespo di rose, scese dal cielo su questa terra fatta d’oggi e di ieri.
Aprì gli occhi e si fece bocciolo; e sorrise un istante, e fu rosa; e foglia a foglia lenta si disfece sopra la terra.
E quando rivolò nel cielo, libera il piede dai ceppi, ne rimase, ricordo, un sospiro.
E l’hanno chiamato profumo.
POESIE di Muhammad Iqbal
Una goccia d’acqua gocciò da una nube e si stupì vergognosa vedendo il vasto mare:
« Chi sono io — disse — di fronte all’Oceano immenso? Davvero, se Lui è, io nulla sono! »
Ma un grido giunse dal mare:
« Non vestirti il volto di vergogna per la tua piccolezza! Tu hai visto albe e i tramonti,
hai visto i prati, hai visto pianure e deserti,
hai carezzato l’erba, hai cavalcato le nubi,
luccicante di sole!
Sei stata in compagnia di labbra assetate nella steppa, sei stata confidente del petto lacerato dei fiori:
Diventa ora perla e vivi nell’abbraccio del mare
vivi più scintillante che stella, più brillante che luna!»
"Versi e prose in piena Libertà" il blog: IL RITORNO DI LILITH di Joumana Haddad : IL RITORNO DI LILITH di Joumana Haddad...