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giovedì 11 giugno 2015

Usare gli altri di Jiddu Krishnamurti

Usare gli altri di Jiddu Krishnamurti

Ci usiamo l'un l'altro per mutua gratificazione. L'attuale struttura della società, che altro non è che la nostra relazione con gli altri, è basata sul bisogno e sull'utilizzo. Hai bisogno di voti per salire al potere; allora usi le persone per ottenere ciò che vuoi, e loro hanno bisogno di ciò che tu prometti. La donna ha bisogno dell'uomo e l'uomo della donna. La nostra relazione attuale è basata sul bisogno e l'utilizzo: una relazione con queste caratteristiche è intrinsecamente violenta, ed è la ragione per cui la vera base della nostra società è la violenza. Fino a che la struttura sociale sarà fondata sul reciproco bisogno e utilizzo, sarà necessariamente violenta e negativa; fino a che io userò un altro per la mia personale gratificazione, o per la realizzazione di un'ideologia in cui mi identifico, ci potranno essere solo paura, diffidenza e opposizione. La relazione diventa allora un processo di auto-isolamento e disintegrazione; e questo è dolorosamente palese nella vita dell'individuo e nelle faccende del mondo.

(f.g)


sabato 4 ottobre 2014

PARTORIRAI CON DOLORE Genesi 3, 16

partoPARTORIRAI CON DOLORE

Genesi 3, 16

Alla donna disse:
«Moltiplicherò
i tuoi dolori e le tue gravidanze,
con dolore partorirai figli.
Verso tuo marito sarà il tuo istinto,
ma egli ti dominerà».

____ Solo un dio creato ad immagine e somiglianza dell'uomo poteva sentenziare una condanna del genere!
Infatti, il Vecchio Testamento tratteggia una società patriarcale e maschilista, in linea con il suo tempo. La donna ebraica doveva fare i conti con la Legge che limitava considerevolmente le sue libertà: per esempio durante le mestruazioni era considerata impura ed era impuro tutto ciò che da lei veniva toccato in quei giorni.

Senza divagare, torniamo al versetto 16, per accorgerci che purtroppo ancora oggi in Italia, anche se in questi ultimi anni sono state approvate leggi a favore dei metodi alternativi, con la complicità della chiesa cattolica, negli ospedali si continua a privilegiare il parto tradizionale e non le tecniche alternative più naturali e meno dolorose (il parto sedute, il parto in acqua,ecc.), e si tende a rendere la procreazione assistita un cammino sempre più travagliato, rischioso e privilegiato (in caso di procedura svolta oltre confine). Ed è stata legittimata un’ulteriore opportunità di controllo sul corpo della donna da parte di poteri tradizionalmente maschili (opportunità giustificata dalla tutela della salute, dalla difesa della maternità, dalla prevenzione dell’aborto, quasi che la donna non fosse un individuo capace autonomamente di intendere, volere e decidere per se. Peccato che tali giustificazioni provengano dagli stessi poteri che boicottano anche tutta l’informazione e cultura contraccettiva)! Infatti è stata vietata anche l’unica soluzione che può permettere alla donne di scegliere di rinunciare alla gravidanza con dignità, nel rispetto della propria privacy, senza doversi esporre al giudizio di obiettori di coscienza privatamente abortisti, di movimenti per la vita che presidiano consultori e ospedali o di privati cittadini che, cito De Andrè “danno buoni consigli se non possono più dare cattivo esempio”.

(f.g)


domenica 21 settembre 2014

LILITH - LA LUNA NERA (autori vari)



LILITH - LA LUNA NERA



Da Wikipedia:

Lilith è una figura presente nelle antiche religioni mesopotamiche e nella prima religione ebraica, che potrebbe averla appresa dai babilonesi assieme ad altri culti e miti (vedi Diluvio universale) durante la prigionia di Babilonia.
Nella religione mesopotamica Lilith è il demone femminile associato alla tempesta, ritenuto portatore di disgrazia, malattia e morte. La figura di Lilith appare inizialmente in un insieme di demoni e spiriti legati al vento e alla tempesta, come è il caso nella religiosità sumerica di Lilitu, circa nel 3000 a.C.
Per gli antichi ebrei Lilith era la prima moglie di Adamo (quindi precedente ad Eva), che fu ripudiata e cacciata via perché si rifiutò di obbedire al marito. Sebbene alcuni studiosi datassero l'origine verso il VIII secolo a.C.[1], le trascrizioni mesopotamiche accennano a questa figura già dal III millennio a.C.
Lilith compare nell'insieme di credenze dell'Ebraismo come un demone notturno, ovvero come una civetta che lancia il suo urlo nella versione della cosiddetta Bibbia di re Giacomo. Secondo la tradizione della cabala ebraica, invece, è il nome della prima donna creata, prima compagna di Adamo e precedente a Eva. La sua figura, delineata nel Medioevo, risale a miti e leggende antiche della Mesopotamia. Nell'immaginario popolare ebraico è temuta come demone notturno capace di portare danno ai bambini di sesso maschile e caratterizzata dagli aspetti negativi della femminilità: adulterio, stregoneria e lussuria.
Alla fine dell'Ottocento, in parallelo alla crescente emancipazione femminile nel mondo occidentale, la figura di Lilith diventa il simbolo del femminile che non si assoggetta al maschile e, rivalutata nelle religioni neopagane, viene posta a fianco di simboli come quello della Grande Madre.

dal mito di Lilith - La Luna Nera (Roberto Sicuteri)
.....
Era creata bella come un sogno, la prima del suo sesso, la tanto desiderata. Gli appare nel giardino dell'Eden all'ombra di un carrubo o un sicomoro, ornata di preziosi monili, tanti come quelli citati in lsaia. Jahve Dio l'aveva creata "non dalla testa perché non si insuperbisse; non dall 'occhio perché non fosse ansiosa di vedere; non dall 'orecchio perché non fosse curiosa di sentire; non dalla bocca perché non fosse chiacchierona; non dal cuore perché non fosse gelosa; non dalla mano perché non toccasse quanto fosse a portata di mano; ne dal piede perché non fosse girellona: ma dal posto che nell'uomo è nascosto, e quando l'uomo è
nudo, que! luogo è ancora coperto ".
Lilith si unisce all'uomo; nessuna creatura si e accoppiata prima di
Adamo, rna l'Uomo conosce e fa conoscere per la prima volta il rapporto sessuale sentito come tale. Come lo possiamo immaginare l'amore fra
queste due creature? Forse totale e intenso come noi sentiamo !'eros che pervade il Cantico dei Cantici (I, 15-17) :

"Come sei bella amica mia,
come sei bella!
I tuoi occhi sono come colombe.
Come sei bello, mio diletto,
come sei soave.
Nostro letto è l 'erba,
pareti della nostra casa i cedri ,
soffitto per noi i cipressi ".

Lilith è certamente la seduttrice, colei che più tardi, nelle epoche a venire, come Eva Madre dei Viventi è donna, sarà considerata l'instrumentum diaboli. Lilith è colei che sussurra e geme (Cant. I, 5):

"perché piagata d 'amore io sono ",

ed è la donna che offre all'uomo il frutto soave: e lui è turbato, e
travolto. Un offuscamento che ci farà ricordare Eros e Thanatos;

" Mettimi come sigillo sui tuo cuore ,
come sigillo sui tuo braccio,
perché potente come la morte e l'amore "
(Cant . VIII, 6).

Come si amano il primo uomo e la prima donna? E stato insegnato: "Tutti gli esseri compiono l'atto sessuale con la faccia di uno rivolta verso la schiena dell'altro, all'infuori di due che si congiungono schiena a schiena : cammello e cane, e all'infuori di tre , che si congiungono faccia a faccia perché la Presenza divina parlò loro, e sono l'uomo, il serpente ed il pesce"
*......*

giovedì 13 marzo 2014

Penso che... DI FRANCO GUGLIELMINO

Penso che diamo troppa importanza alla realtà che i nostri occhi trasmettono alla nostra mente convinti come siamo che sia quella vera e l'unica possibile e ne siamo talmente condizionati che non potremmo mai concepire che possa essere solo un'illusione, parlo di noi occidentali.

E allora cosa fare? qualcuno si chiederà.

Niente, proprio niente di particolare...

Forse basterebbe ritagliarci qualche minuto solo per noi, chiudere gli occhi (per evitare di essere ancora una volta condizionati) e provare a reinventarci una realtà su misura che ci vada bene in quel momento. Magari ci riusciamo, sarà anch'essa un'illusione, certo... ma almeno per una volta sarà la nostra realtà e non quella che siamo costretti a subire.
I più smaliziati staranno pensando: bravo hai inventato l'acqua calda! questo esercizio che proponi si chiama "meditazione"!

Infatti...

(f.g)

(foto di Thomas Barbey)

mercoledì 24 luglio 2013

La verità è una terra senza sentieri (Jiddu Krishnamurti)

La verità è una terra senza sentieri (Jiddu Krishnamurti)

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Il 3 agosto del 1929 ad Ommen, in Olanda, Krishnamurti sciolse l'Ordine della Stella, di cui era a capo, davanti a tremila membri. Questo è quanto disse.

jk
Questa mattina esamineremo lo scioglimento dell'Ordine della Stella. Alcuni ne saranno contenti, e altri rattristati. Non è un’occasione di allegria né di tristezza perché, come spiegherò, è inevitabile. Ricorderete la storia del diavolo e un suo amico che, camminando, vedono un uomo chinarsi, raccogliere qualcosa da terra e metterselo in tasca. L’amico chiese al diavolo: "Che cosa ha raccolto?". "Un pezzo di Verità", rispose il diavolo. "Un brutto affare per te", disse l’amico. "Per niente!", rispose il diavolo. "Aspetterò che la organizzi!". Ritengo che la Verità sia una terra senza sentieri e che non si possa raggiungere attraverso nessuna via, nessuna religione, nessuna scuola. Questo è il mio punto di vista, e vi aderisco totalmente e incondizionatamente. Poiché la Verità è illimitata, incondizionata, irraggiungibile attraverso qualunque via, non può venire organizzata, e nessuna organizzazione può essere creata per condurre o costringere gli altri lungo un particolare sentiero. Se lo comprendete, vedrete che è impossibile organizzare una "fede". La fede è qualcosa di assolutamente individuale, e non possiamo e non dobbiamo istituzionalizzarla. Se lo facciamo diventa una cosa morta, cristallizzata; diventa un credo, una setta, una religione che viene imposta ad altri. E' quello che tutti cercano di fare in tutto il mondo. La Verità viene svilita e resa un giocattolo per persone deboli o solo momentaneamente insoddisfatte. Non possiamo ‘abbassare’ la verità, ma piuttosto sforzarci noi di ‘salire’ a essa. Non possiamo far scendere a valle la cima della montagna. Se vogliamo raggiungere la cima dobbiamo attraversare la valle e salire il versante, senza timore dei pericolosi precipizi. Dobbiamo salire individualmente verso la Verità, che non può venire ‘abbassata’ per noi o organizzata per noi. Sono le organizzazioni che propongono un’idea, ma l’organizzazione non fa che risvegliare l’interesse dentro di noi. Se l’interesse non nasce dall’amore per la Verità stessa, ma passa soltanto attraverso l’organizzazione, non ha alcun valore. L’organizzazione diventa uno schema in cui i membri trovano la loro collocazione. Non si ricerca più la Verità, non si mira più alla vetta, ma ci si scava una comoda nicchia in cui collocarsi o in cui farsi collocare dall’organizzazione, pensando che sarà l’organizzazione a condurci alla Verità. A mio parere, questo è il primo motivo per cui l’Ordine della Stella va disciolto. Nonostante ciò probabilmente creerete altri ordini, entrerete a far parte di altre organizzazioni, sempre cercando la Verità. Io non voglio appartenere a nessuna organizzazione spirituale, vi prego di comprenderlo. Potrei ricorrere a un’organizzazione se volessi farmi trasportare, ad esempio, a Londra, ma si tratta di un’organizzazione completamente diversa, di tipo pratico, come le poste o il telegrafo. Se voglio fare un viaggio uso un automobile o una nave: strumenti pratici che non hanno nulla a che vedere con la spiritualità. Ribadisco ancora una volta che nessuna organizzazione può condurre l'uomo alla spiritualità. Un’organizzazione creata a questo scopo diventa una stampella, una debolezza, una pastoia; è costretta ad azzoppare l’individuo per impedirgli di crescere, di sviluppare la propria singolarità che consiste nella scoperta, fatta da noi stessi, della Verità assoluta, incondizionata. Questo è un altro motivo che mi ha portato alla decisione, essendo a capo dell’Ordine, di scioglierlo. Nessuno mi ha spinto a prendere questa decisione. Non è un gesto studiato per stupire, perché io non voglio seguaci e lo sottolineo. Nel momento stesso in cui si segue qualcuno non si segue più la Verità. Non mi importa che crediate alle mie parole. Voglio perseguire una certa cosa in questo mondo, e intendo farlo con incrollabile concentrazione. Il mio interesse va a un’unica cosa essenziale: la liberazione dell’uomo. Desidero liberarlo da tutte le sue gabbie e tutte le sue paure, e non dargli una setta o una religione in più, non formulare nuove teorie o nuove filosofie. Ovviamente potreste chiedermi perché giro il mondo tenendo continuamente discorsi. Vi voglio dire che non lo faccio perché desidero un seguito, non desidero un gruppo di speciali discepoli. (Come piace agli uomini essere diversi dai loro simili, e basandosi su distinzioni così ridicole, assurde e meschine! Io non ho nessuna intenzione di incoraggiare simili assurdità). Io non ho discepoli, non ho apostoli, né sulla terra né nel regno dello spirito. Non sono attratto dalla sete di denaro né dal desiderio di una vita comoda. Se desiderassi una vita comoda non sarei venuto a questo campo e non vivrei in un paese così piovoso! Vi parlo francamente perché vorrei chiarirlo una volta per tutte. Voglio evitare che queste polemiche infantili si trascinino per anni. Un giornalista che mi ha intervistato considera un gesto meraviglioso sciogliere un’organizzazione che conta migliaia di membri. Un grande gesto perché, come mi disse: "Che cosa farà adesso, come vivrà? Non avrà più seguaci e nessuno verrà più ad ascoltarla". Se vi saranno anche solo cinque persone che vogliono ascoltare, che vogliono vivere con il viso rivolto all’eternità, sarà sufficiente. A che cosa serve avere migliaia di persone che non capiscono, imbalsamate nei loro pregiudizi, che non desiderano il nuovo, ma che traducono il nuovo per adattarlo ai loro sterili, stagnanti io? Se parlo con crudezza, vi prego di non fraintendermi: non è per mancanza di compassione. Se avete bisogno di un chirurgo, non è un atto di gentilezza operarvi anche se ciò vi provoca dolore? Se quindi vi parlo con ruvidezza non è per mancanza di amore per voi, ma l’esatto contrario. Come ho già detto, ho un unico scopo: rendere l’uomo libero, spingerlo verso la libertà, aiutarlo a staccarsi da tutti i limiti, perché soltanto ciò può dare eterna felicità, soltanto ciò può dare la realizzazione incondizionata del sé. Poiché io sono libero, incondizionato e intero (non parte, non relativo, ma la Verità totale che è eterna), il mio desiderio è che coloro che cercano di capirmi siano liberi e non che mi seguano o che mi trasformino in una gabbia per ricavarne un’altra religione o un’altra setta. Al contrario, vorrei che fossero liberi da ogni paura: dalla paura della religione, dalla paura della salvezza, dalla paura della spiritualità, dalla paura dell’amore, dalla paura della morte, dalla paura stessa della vita. Lo faccio come un pittore che dipinge una tela per piacere, perché il dipinto è la sua espressione, la sua radiosità, il suo star bene, e non perché io voglia qualcosa da qualcuno. Abbiamo fatto l’abitudine all’autorità e alla sua atmosfera, e pensiamo che ci possa condurre alla spiritualità. Crediamo e speriamo che un altro, attraverso i suoi straordinari poteri, ci possa condurre (per miracolo!) nel regno dell’eterna libertà che è Felicità. La nostra visione della vita è tutta basata sull’autorità. Mi avete ascoltato per tre anni e in voi non si è prodotto nessun cambiamento, salvo in pochissimi. Analizzate ciò che vi dico, sottoponetelo a critica per poterlo comprendere pienamente e a fondo. Se cerchiamo un autorità che ci conduca alla spiritualità, costruiamo automaticamente un’organizzazione attorno a quella autorità. Ma la creazione stessa dell’organizzazione che, secondo voi, aiuterà l’autorità a condurvi alla spiritualità, vi chiude in una gabbia. Vi sto parlando con franchezza, ma ricordate che lo faccio non per durezza o malanimo, né per eccitazione per la mia decisione, ma perché voglio che comprendiate ciò che vi dico. Questo è il motivo per cui siete qui, e sarebbe una perdita di tempo se non spiegassi con chiarezza e fino in fondo il mio punto di vista. Sono diciotto anni che vi state preparando a questo evento, alla venuta del Maestro del Mondo. Per diciotto anni vi siete organizzati, avete cercato qualcuno che potesse dare un piacere nuovo al vostro cuore e alla vostra mente, che trasformasse la vostra vita, che vi comunicasse una nuova comprensione; qualcuno che vi innalzasse a un nuovo modo di vivere, che vi desse una nuova spinta, che vi rendesse liberi; e adesso osservate che cosa accade! Riflettete, ragionate da voi e cercate di capire come questa fede vi ha cambiati; ma non il cambiamento superficiale di applicarvi un distintivo, che è una cosa insignificante, assurda. Questa fede ha spazzato via dalla vostra vita tutte le cose inessenziali? Questo è l’unico metro di giudizio: siete più liberi, più grandi, più pericolosi per qualunque società fondata sul falso e sull’inessenziale? I membri dell’Ordine della Stella, come sono cambiati? Come ho già detto, per diciotto anni vi siete preparati per me. Non m'importa che crediate o no che io sia il Maestro del Mondo, non ha nessun valore. Come appartenenti all’organizzazione dell’Ordine della Stella avete dato la vostra adesione e la vostra energia, riconoscendo in Krishnamurti il Maestro del Mondo in tutto o in parte. In tutto, per coloro che sono realmente in ricerca; in parte, per coloro che sono soddisfatti delle loro mezze verità. Diciotto anni di preparazione, e guardate quanti ostacoli vi sono ancora sulla strada della vostra comprensione, quante complicazioni, quante cose inutili. I pregiudizi, le paure, le autorità, le chiese vecchie e nuove: tutto questo, ritengo, è una barriera alla comprensione. Non potrei essere più chiaro. Non voglio che vi dichiariate d’accordo con me. Non voglio che mi seguiate. Voglio che comprendiate ciò che visto dicendo. È necessario che mi comprendiate perché la vostra fede non vi ha trasformato, ma vi ha resi ancora più complicati e non siete disposti a vedere le cose così come sono. Voi volete avere i vostri dèi, nuovi dèi al posto dei vecchi, nuove religioni al posto delle vecchie, nuove forme in sostituzione delle vecchie, tutte ugualmente prive di valore, tutte barriere, tutte limitazioni, tutte stampelle. Nuove distinzioni spirituali al posto delle vecchie, nuovi culti al posto dei vecchi. Tutti fate dipendere la vostra spiritualità da qualcun altro, fate dipendere la vostra felicità da qualcun altro, la vostra illuminazione da qualcun altro; e benché vi siate preparati per me per diciotto anni, quando dico che tutto ciò è inutile, quando dico che dovete sbarazzarvene e cercare dentro di voi l’illuminazione, il fulgore, la purezza e l’incorruttibilità del sé, nessuno di voi è disposto a farlo. Forse alcuni si, ma pochi, pochissimi. Perché dunque avere un’organizzazione? Perché avere persone false e ipocrite che seguono me, l’incarnazione della Verità? Vi prego di tenere a mente che non vi parlo per astio o malanimo, ma perché siamo giunti a un punto in cui è indispensabile affrontare la situazione per quella che è. L’anno scorso dissi che non avrei accettato compromessi. Pochissimi mi diedero ascolto. Quest’anno l’ho ribadito chiaramente. Non so quante migliaia di persone in tutto il mondo, membri dell'Ordine si stanno preparando per me da diciotto anni, eppure non sono ancora pronte ad ascoltare incondizionatamente totalmente, ciò che io dico. Allora, perché avere un’organizzazione? Vi ho già detto che il mio scopo è quello di tendere all’uomo incondizionatamente libero, perché ritengo che l’unica spiritualità sia l’incorruttibilità del sé che è eterno, sia l’armonia tra la ragione e l’amore. Questa è l’assoluta e incondizionata Verità che è la Vita stessa. Perciò voglio che l'uomo sia libero, gioioso come un uccello nel cielo splendente, sgravato, indipendente ed estatico nella sua libertà. A coloro che si sono preparati per diciotto anni dico che occorre essere liberi da tutto ciò, liberi dalle complicazioni e dagli impegolamenti. Perciò non avete bisogno di un'organizzazione basata su un credo spirituale. Perché mantenere un'organizzazione per quei cinque o dieci individui in tutto il mondo che hanno capito e che lottano per sbarazzarsi di tutte le cose inutili? Nemmeno ai deboli serve un’organizzazione che li aiuti a trovare la Verità, perché la Verità è in tutti, non è né lontana né vicina, è eternamente. Le organizzazioni non possono farvi liberi. Nessun altro può renderci liberi. Nessun culto organizzato, e neppure l’immolarsi per una causa, può renderci liberi. Unirsi in un’organizzazione o gettarsi nel lavoro non può renderci liberi. Se per scrivere una lettera usiamo una macchina da scrivere, non la mettiamo su un altare per adorarla. Eppure è questo che si fa quando l’organizzazione diventa l’interesse principale. "Quanti iscritti avete?", è la prima domanda che mi pone qualunque giornalista. "Quanti sono i tuoi seguaci? Dal loro numero capiremo se stai dicendo il vero o il falso". Io non so quanti siate. Non me ne curo. Come ho già detto, anche se uno solo fosse stato reso libero, sarebbe abbastanza. Voi avete l’idea che solo determinate persone abbiano la chiave del Regno della Felicità. Nessuno la detiene. Nessuno ha l’autorità per farlo, la chiave è il vostro stesso sé, e solo nello sviluppo, nella purificazione e nell’incorruttibilità del sé c’è il Regno dell’Eternità. Vedete la totale assurdità della struttura che avete creato cercando un aiuto esterno, facendo dipendere da altri il vostro benessere, la vostra felicità, la vostra forza? Tutto ciò lo troverete in voi stessi. Perché allora un’organizzazione? Siete abituati a sentirvi spiegare i progressi che avete fatto, a sentirvi indicare il vostro livello spirituale. Che bambinata! Chi, se non noi stessi, può sapere se siamo belli o brutti interiormente? Chi, se non noi stessi, può dirci se siamo incorruttibili? Non avete serietà in queste cose. Perché allora un’organizzazione? Coloro che vogliono realmente conoscere, coloro che cercano davvero ciò che è eterno, privo di inizio e privo di fine, cammineranno insieme con grande intensità e costituiranno un pericolo per tutto ciò che è inessenziale, per le irrealtà, per le ombre. Essi si uniranno e diverranno una fiamma, perché comprendono. Voglio creare un’unione così, questo e il mio scopo. Dalla vera comprensione nascerà vera amicizia. Dalla vera amicizia, che voi non sembrate conoscere, nascerà vera cooperazione reciproca. E ciò non a motivo di un’autorità, non in virtù di una salvezza o perché ci si è immolati per una causa, ma perché comprendendo davvero viviamo nell’eterno. Questo supera il maggiore piacere e il più grande sacrificio. Ecco alcuni dei motivi che, dopo due anni di attenta riflessione, mi hanno indotto a prendere questa decisione. Non si tratta di un impulso momentaneo. Non vi sono stato spinto da nessuno. Nessuno mi ha convinto. Per due anni ho riflettuto con calma, profondamente e pazientemente, e oggi, in virtù del fatto che ne sono a capo, ho deciso di sciogliere l’Ordine. Potete costituire un’altra organizzazione e aspettare qualcun'altro. Non mi interessa, così come non mi interessano le gabbie né nuove decorazioni per le gabbie. Il mio unico scopo è rendere l’uomo totalmente, assolutamente libero.

Da: http://web.tiscali.it/krishnamurti/scioglimento_ordine.htm

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