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venerdì 12 giugno 2015

Undici minuti di Paulo Coelho

Undici minuti di Paulo Coelho


C’era una volta una prostituta di nome Maria.

Un momento. “C’era una volta” è la frase migliore con cui cominciare una storia per bambini, mentre “prostituta” è una parola da adulti. Come posso scrivere un libro che rivela questa apparente contraddizione iniziale? Comunque, visto che in ogni istante della nostra vita abbiamo un piede nella favola e l’altro nell’abisso, manterrò questo incipit.

(f.g)


INCIPIT...OGNI INIZIO E' UN ATTO CREATIVO

domenica 9 novembre 2014

PAULO COELHO

PAULO COELHO
choelo_09.11.14
Le dune si trasformano con il vento ma il deserto rimane sempre uguale.
Così sarà anche per il nostro amore, se farai parte della mia leggenda un giorno tornerai.

lunedì 15 settembre 2014

PAULO COELHO - Undici minuti

PAULO COELHO - Undici minuti


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C’era una volta una prostituta di nome Maria.
Un momento. “C’era una volta” è la frase migliore con cui cominciare una storia per bambini, mentre “prostituta” è una parola da adulti. Come posso scrivere un libro che rivela questa apparente contraddizione iniziale? Comunque, visto che in ogni istante della nostra vita abbiamo un piede nella favola e l’altro nell’abisso, manterrò questo incipit.

(f.g)

sabato 13 settembre 2014

PAULO COEHLO

PAULO COEHLO


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"Ho molte cicatrici, ma anche il ricordo di momenti che mai sarebbero accaduti se non avessi osato spingermi al di là dei limiti."

lunedì 8 settembre 2014

PAULO COELHO da Undici minuti

PAULO COELHO da Undici minuti
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L’anno del suo quindicesimo compleanno, tuttavia, non le aveva riservato solo la scoperta che si bacia con la bocca aperta, o che l’amore è soprattutto una fonte di sofferenza. Scoprì anche una terza cosa: la masturbazione. Avvenne quasi per caso, mentre giocherellava con il proprio sesso, aspettando il ritorno della madre. Era solita farlo da bambina, e ne traeva una sensazione molto piacevole - fino al giorno in cui il padre l’aveva sorpresa e picchiata, senza spiegarle il motivo. Maria non aveva mai dimenticato quelle botte, imparando che non doveva toccarsi davanti agli altri. In seguito, visto che non poteva farlo per strada e che a casa non aveva una propria camera, si era dimenticata di quella sensazione piacevole.
Fino a quel pomeriggio, quasi sei mesi dopo il famoso bacio. Il padre era appena uscito con un amico, la madre tardava a rientrare, e lei non aveva niente da fare; in mancanza di un programma interessante in televisione, cominciò a esaminarsi il corpo con la speranza di trovare qualche pelo indesiderato, che subito avrebbe strappato con una pinzetta. Sorpresa, notò un piccolo “nocciolo” nella parte superiore della vulva: cominciò a giocherellarci e... E poi non riuscì più a fermarsi. Era qualcosa di sempre più piacevole, più intenso, e tutto il suo corpo -specialmente la parte che stava toccando - si irrigidiva. A poco a poco, cominciò a entrare in una sorta di paradiso; la sensazione divenne più intensa, e lei si accorse che non riusciva più a vedere né a sentire bene, come se tutto fosse divenuto giallo, finché gemette di piacere ed ebbe il suo primo orgasmo.


Ph.: David Hamilton

(f.g)

PAULO COELHO da Undici minuti

PAULO COELHO da Undici minuti
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Dal diario di Maria, quando aveva diciassette anni:
Il mio obiettivo è comprendere l’amore. So che ero viva quando ho amato, e so che tutto ciò che possiedo ora, per quanto possa sembrare interessante, non mi entusiasma.
Ma l’amore e terribile: ho visto alcune amiche soffrire, e non vorrei trovarmi ridotta come loro. Quelle che prima ridevano di me e della mia innocenza ora mi domandano come riesca a dominare così bene gli uomini. Io sorrido e taccio, perché so che il rimedio è peggiore del dolore stesso: semplicemente non mi innamoro. Ogni giorno che passa, vedo con più chiarezza come gli uomini siano fragili, incostanti, insicuri, sorprendenti... Il padre di qualcuna di queste amiche mi ha già fatto delle proposte, che ho rifiutato. Prima ne ero scioccata, adesso penso che faccia parte della natura del maschio.
Benché il mio obiettivo sia comprendere l’amore, e benché io soffra a causa delle persone a cui ho concesso il mio cuore, vedo che coloro che hanno toccato la mia anima non sono riusciti a risvegliare il mio corpo, e coloro che hanno accarezzato il mio corpo non sono stati in grado di raggiungere la mia anima.


Ph.: Maria Ianiri
(f.g)

venerdì 27 giugno 2014

Paulo Coelho ____ Sono come il fiume che scorre

Paulo Coelho ____ Sono come il fiume che scorre

..."Il bambino guardava la nonna che stava scrivendo una lettera. Ad un certo punto, le domandò: “Stai scrivendo una storia che è capitata a noi? E che magari parla di me? “.
La nonna interruppe la scrittura, sorrise e disse al nipote: “È vero, sto scrivendo qualcosa di te. Tuttavia, più importante delle parole, è la matita con la quale scrivo. Vorrei la usassi tu, quando sarai cresciuto”.
Incuriosito, il bimbo guardò la matita, senza trovarvi alcunché di speciale. “Ma è uguale a tutte le altre matite che ho visto nella mia vita! “.
“Dipende tutto dal modo in cui guardi le cose. Questa matita possiede cinque qualità: se riuscirai a trasporle nell’esistenza, sarai sempre una persona in pace con il mondo.
“Prima qualità: puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una Mano che guida i tuoi passi. “Dio”: ecco come chiamiamo questa mano! Egli deve condurti sempre verso la Sua volontà.”
“Seconda qualità: di tanto in tanto, devo interrompere la scrittura e usare il temperino. È un’azione che provoca una certa sofferenza alla matita ma, alla fine, essa risulta più appuntita. Ecco perché devi imparare a sopportare alcuni dolori: ti faranno diventare un uomo migliore.”
“Terza qualità: il tratto della matita ci permette di usare una gomma per cancellare ciò che è sbagliato. Correggere un’azione o un comportamento non è necessariamente qualcosa di negativo: anzi, è importante per riuscire a mantenere la retta via della giustizia.”
“Quarta qualità: ciò che è realmente importante nella matita non è il legno o la sua forma esteriore, bensì la grafite della mina racchiusa in essa. Dunque, presta sempre attenzione a quello che accade dentro di te.”
“Ecco la quinta qualità della matita: essa lascia sempre un segno. Allo stesso modo, tutto ciò che farai nella vita lascerà una traccia: di conseguenza, impegnati per avere piena coscienza di ogni tua azione”...

(f.g)


La storia della matita - Paulo Coelho

Il bambino guardava la nonna scrivere una lettera. Ad un certo punto, chiese: "Stai scrivendo una storia su di noi? E' per caso una storia su di me?". La non...

Paulo Coelho ____ Sono come il fiume che scorre

Paulo Coelho ____ Sono come il fiume che scorre

..."Il bambino guardava la nonna che stava scrivendo una lettera. Ad un certo punto, le domandò: “Stai scrivendo una storia che è capitata a noi? E che magari parla di me? “.
La nonna interruppe la scrittura, sorrise e disse al nipote: “È vero, sto scrivendo qualcosa di te. Tuttavia, più importante delle parole, è la matita con la quale scrivo. Vorrei la usassi tu, quando sarai cresciuto”.
Incuriosito, il bimbo guardò la matita, senza trovarvi alcunché di speciale. “Ma è uguale a tutte le altre matite che ho visto nella mia vita! “.
“Dipende tutto dal modo in cui guardi le cose. Questa matita possiede cinque qualità: se riuscirai a trasporle nell’esistenza, sarai sempre una persona in pace con il mondo.
“Prima qualità: puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una Mano che guida i tuoi passi. “Dio”: ecco come chiamiamo questa mano! Egli deve condurti sempre verso la Sua volontà.”
“Seconda qualità: di tanto in tanto, devo interrompere la scrittura e usare il temperino. È un’azione che provoca una certa sofferenza alla matita ma, alla fine, essa risulta più appuntita. Ecco perché devi imparare a sopportare alcuni dolori: ti faranno diventare un uomo migliore.”
“Terza qualità: il tratto della matita ci permette di usare una gomma per cancellare ciò che è sbagliato. Correggere un’azione o un comportamento non è necessariamente qualcosa di negativo: anzi, è importante per riuscire a mantenere la retta via della giustizia.”
“Quarta qualità: ciò che è realmente importante nella matita non è il legno o la sua forma esteriore, bensì la grafite della mina racchiusa in essa. Dunque, presta sempre attenzione a quello che accade dentro di te.”
“Ecco la quinta qualità della matita: essa lascia sempre un segno. Allo stesso modo, tutto ciò che farai nella vita lascerà una traccia: di conseguenza, impegnati per avere piena coscienza di ogni tua azione”...

(f.g)


La storia della matita - Paulo Coelho

Il bambino guardava la nonna scrivere una lettera. Ad un certo punto, chiese: "Stai scrivendo una storia su di noi? E' per caso una storia su di me?". La non...

sabato 3 maggio 2014

TRATTO DA "IL MANUALE DEL GUERRIERO DELLA LUCE" DI PAULO COELHO

venerdì 2 maggio 2014

Tratto dal Manuale del Guerriero della Luce di PAULO COELHO

Tratto dal Manuale del Guerriero della Luce di PAULO COELHO

I guerrieri della luce hanno sempre un bagliore nello sguardo.
Essi vivono nel mondo, fanno parte della vita di altri uomini, e hanno iniziato il loro viaggio senza bisaccia e senza sandali. In molte occasioni sono codardi. Non sempre agiscono correttamente.
Soffrono per cose inutili, assumono atteggiamenti meschini, e a volte si ritengono incapaci di crescere. Sovente si credono indegni di qualsiasi benedizione o miracolo.
Non sempre sono sicuri di ciò che stanno facendo. Molte volte trascorrono la notte in bianco, pensando che la loro vita non ha alcun significato.
Per questo sono guerrieri della luce. Perché, sbagliano. Perché, si interrogano. Perché, cercano una ragione: e certamente la troveranno.

(f.g)*

lunedì 21 aprile 2014

Paulo Coelho dal MANUALE DEL GUERRIERO DELLA LUCE

Paulo Coelho dal MANUALE DEL GUERRIERO DELLA LUCE

Un guerriero della luce crede nel principale insegnamento dell’I Ching. “La perseveranza è favorevole.”
Egli sa che la perseveranza non ha niente a che vedere con l’insistenza. Ci sono periodi in cui i combattimenti si prolungano oltre il necessario, esaurendo le forze e indebolendo l’entusiasmo.
In quei momenti, il guerriero riflette: “Una guerra che si prolunga finisce per distruggere anche il vincitore.
Allora ritira le proprie forze dal campo di battaglia, e si concede una tregua. Persevera nella volontà, ma sa aspettare il momento migliore per un nuovo attacco.
Un guerriero torna sempre a lottare. Non lo fa mai per caparbietà, ma perché, nota il cambiamento nel tempo.

(f.g)

domenica 16 febbraio 2014

PAULO COELHO

lunedì 16 settembre 2013

L’ARMA PIU’ POTENTE? E’ LA PAROLA! di Paulo Coelho da IL MANOSCRITTO RITROVATO AD ACCRA

L’ARMA PIU’ POTENTE? E’ LA PAROLA! di Paulo Coelho

da IL MANOSCRITTO RITROVATO AD ACCRA






Le armi più tremende non sono la lancia o la catapulta – che possono squarciare il corpo e distruggere le 

mura-

E’ la parola – che demolisce una vita senza versare nemmeno una goccia di sangue e le cui ferite non si 

cicatrizzano mai-.

(f.g)

domenica 15 settembre 2013

L’ARMA PIU’ POTENTE? E’ LA PAROLA! di Paulo Coelho

L’ARMA PIU’ POTENTE? E’ LA PAROLA! di Paulo Coelho

da IL MANOSCRITTO RITROVATO AD ACCRA

Le armi più tremende non sono la lancia o la catapulta – che possono squarciare il corpo e distruggere le mura-
E’ la parola – che demolisce una vita senza versare nemmeno una goccia di sangue e le cui ferite non si cicatrizzano mai-.

(f.g)

venerdì 16 agosto 2013

PAULO COELHO

PAULO COELHO

Chi cerca di possedere un fiore, vede la sua bellezza appassire, ma chi lo ammira in un campo, lo porterà sempre con sé. Perché il fiore si fonderà con il pomeriggio, con il tramonto, con l'odore di terra bagnata e con le nuvole all'orizzonte.

(a.t)

mercoledì 31 luglio 2013

Paulo Coelho, Sulla Sponda del Fiume PiedraE' necessario correre dei rischi...

Paulo Coelho, Sulla Sponda del Fiume Piedra

E' necessario correre dei rischi ...
riusciamo a comprendere il miracolo della vita solo quando
lasciamo che l'inatteso accada.

(f.g)

venerdì 19 luglio 2013

Fingere che sei forte di Paulo Coelho

Fingere che sei forte di Paulo Coelho
 





Tu non hai bisogno di fingere che sei forte, non devi sempre dimostrare che tutto sta andando bene, non puoi preoccuparti di ciò che pensano gli altri, se ne avverti la necessità piangi perché è bene che tu pianga fino all'ultima lacrima, poiché soltanto allora potrai tornare a sorridere.

(f.g)

mercoledì 12 giugno 2013

Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto di Paulo Coelho

da "Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta
e ho pianto" di Paulo Coelho

(l'incontro con Brida)

"So che apparteniamo alla stessa tradizione," mi ha detto. "Io mi chiamo Brida."
"Non so di che cosa tu stia parlando," le ho risposto. "Lo sai benissimo," ha replicato, ridendo.
Mi ha preso sottobraccio e siamo uscite insieme, prima che avessi il tempo di chiarire. La serata non era molto fredda, e io non sapevo che cosa fare fino al mattino seguente. "Dove andiamo?" le ho domandato.
"Alla statua della Dea," mi ha risposto.
"Mi serve un albergo economico dove passare la notte." "Poi te lo indico."
Avrei preferito sedermi in un bar, chiacchierare ancora, sapere il più possibile su di lui. Ma non volevo discutere: mi sono lasciata guidare lungo il Paseo de Castellana, mentre rivedevo Madrid dopo tanti anni.
In mezzo al viale, lei si è fermata e ha indicato il cielo. "Lei è là," ha detto.
La luna piena brillava fra i rami spogli. "E bella," ho commentato.
Ma lei non mi ascoltava. Ha aperto le braccia a croce, ha rivolto all'insù i palmi delle mani, ed è rimasta lì a contemplare la luna.
'Dove sono andata a cacciarmi,' ho pensato. 'Sono venuta per assistere a una conferenza e sono finita nel Paseo de Castellana con questa matta. Domani parto per Bilbao.' "Oh, specchio della dea Terra," ha cominciato a dire la giovane, tenendo gli occhi chiusi. "Insegnaci il nostro potere, fa' che gli uomini ci comprendano. Nascendo, brillando morendo e resuscitando nel cielo, ci hai mostrato il ciclo del seme e del frutto."
La giovane ha teso le braccia verso il cielo, restando a lungo in questa posizione. I passanti guardavano e ridevano, ma lei non se ne rendeva neppure conto. Io, invece, mi vergognavo da morire solo a starle accanto.
"Avevo bisogno di farlo," ha detto alla fine, dopo un prolungato inchino alla luna. "Perché la Dea ci protegga." "Ma insomma, di che cosa stai parlando?"
"Della stessa cosa di cui ha parlato il tuo amico, ma con parole vere."
A quel punto, mi sono pentita di non aver prestato attenzione alla conferenza. Adesso mi risultava impossibile sapere che cosa avesse detto.
"Noi conosciamo il volto femminile di Dio," ha spiegato la giovane quando abbiamo ripreso a camminare. "Noi donne che comprendiamo e amiamo la Grande Madre. Abbiamo pagato la nostra sapienza con le persecuzioni e i roghi, ma siamo sopravvissute. E adesso comprendiamo i suoi misteri."
I roghi. Le streghe.
Ho guardato più attentamente la donna al mio fianco. Era bella; i capelli rossi le arrivavano fino a metà schiena. "Mentre gli uomini si allontanavano per cacciare, noi rimanevamo nelle caverne, nel ventre della Madre, occupandoci dei figli," ha proseguito. "E lì che la Grande Madre ci ha insegnato tutto. L'uomo viveva in movimento, mentre noi restavamo nel ventre della Madre. Questo ci ha fatto capire che i semi si trasformano in piante; abbiamo rivelato quest'arcano ai nostri uomini. Abbiamo cotto il primo pane per nutrirli. Abbiamo modellato il primo vaso perché bevessero. Poi siamo riuscite a comprendere il ciclo della creazione, perché il nostro corpo seguiva il ritmo della luna." All'improvviso, si è fermata. "Eccola là."
Ho guardato. In mezzo a una piazza invasa dal traffico, c'era una fontana. Al centro della fontana, una scultura raffigurava una donna sopra un carro trainato da leoni.

(f.g)

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