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domenica 12 aprile 2015

MARIANGELA GUALTIERI Le strettoie sono il percorso...

MARIANGELA GUALTIERI

Le strettoie sono il percorso obbligato
di chi vuole indagare la propria anima,
l'inevitabile consegna di chi fa un balzo
attraverso le cose inaudite e innominabili.

(a.t)


lunedì 30 marzo 2015

MARIANGELA GUALTIERI - Sii dolce con me.

MARIANGELA GUALTIERI - Sii dolce con me. Sii gentile.

Poesia da "Bestia di gioia" Einaudi




Sii dolce con me. Sii gentile.
E’ breve il tempo che resta. Poi
saremo scie luminosissime.
E quanta nostalgia avremo
dell’umano. Come ora ne
abbiamo dell’infinità.
Ma non avremo le mani. Non potremo
fare carezze con le mani.
E nemmeno guance da sfiorare
leggere.
Una nostalgia d’imperfetto
ci gonfierà i fotoni lucenti.
Sii dolce con me.
Maneggiami con cura.
Abbi la cautela dei cristalli
con me e anche con te.
Quello che siamo
è prezioso più dell’opera blindata nei sotterranei
e affettivo e fragile. La vita ha bisogno
di un corpo per essere e tu sii dolce
con ogni corpo. Tocca leggermente
leggermente poggia il tuo piede
e abbi cura
di ogni meccanismo di volo
di ogni guizzo e volteggio
e maturazione e radice
e scorrere d’acqua e scatto
e becchettio e schiudersi o
svanire di foglie
fino al fenomeno
della fioritura,
fino al pezzo di carne sulla tavola
che è corpo mangiabile
per il mio ardore d’essere qui.
Ringraziamo. Ogni tanto.
Sia placido questo nostro esserci -
questo essere corpi scelti
per l’incastro dei compagni
d’amore. nei libri.



domenica 13 aprile 2014

Mariangela Gualtieri da CAINO

Mariangela Gualtieri da CAINO

IL BUIO ERA ME STESSO

CORO

Sgozza. Che ci vuole a sgozzare un agnello.
Lui sgozza lui sgozza.
Che ci vuole a sgozzare. Ci vuol niente ci vuole.
Ma fai crescere il grano piuttosto. E poi vedi.
Ma fai crescere un frutto. Quello sí che è fatica.
Che ci vuole a guastare un agnello. Ci vuol niente ci vuole.
A guastare. Un agnello. Poi la pecora te lo rifà nuovo.
Ma fai crescere il grano. Ma fai crescere tu qualche cosa.
Prova tu a strapparlo alla terra. Quello sí che è fatica.
E la testa ci vuole.
Esperienza. E l’intelligenza. Ragionare pensare osservare.
Quello sí. No sgozzare e sgozzare. Tutto lordo di sangue.
E la pecora piange. Bela tutta la notte. Per tre notti
la pecora piange.
Che ci vuole a versare del sangue.
A guastare ci vuol niente ci vuole. A versare a guastare.

_____ Un'opera teatrale di Mariangela Gualtieri che ci fa sentire vicino a noi la figura di Caino, nell'introduzione la Gualtieri scrive:

“Colpisce che sia proprio un fratricida a costruire la prima città, un fuggiasco, uno senza Dei. Forse chi ha scritto Genesi avvertiva la minaccia dell’essere attivi e ragionanti e desideranti. La minaccia dell’intelligenza. Ma anche la forza di questa energia che ci caratterizza: non è una degenerazione, è un’energia in dotazione. Noi siamo fatti così, con dentro questa spinta incontenibile all’azione, con dentro questa tempesta. Ci somiglia talmente Caino: quasi mi è parso che prima di noi fosse impossibile comprenderlo per intero. Noi siamo soli quanto lui, distruggiamo la vita fuori e dentro di noi, siamo ormai senza un’idea di prossimo, e siamo anche attivi quanto lui, lontani da qualunque tema celeste, tutti votati alla terrestreità.”

E ancora:

«Io sono Caino. Non sono un antenato
non abito un passato favoloso
non sono la pagina di un libro
io non sono il reietto
il primo mal riuscito che s’accantona e si perde
una manovra sbagliata della creazione
io non sono una patologia malata.
Non sono la favola stantia
di due fratelli nello scenario vuoto
del principio. Io vivo adesso
dentro ogni umano».

(f.g)

sabato 18 gennaio 2014

MARIANGELA GUALTIERI

venerdì 29 novembre 2013

da FUOCO CENTRALE di Mariangela Gualtieri

da FUOCO CENTRALE di Mariangela Gualtieri

da Seconda parte



Io sono spaccata, io sono nel passato prossimo,
io sono sempre cinque minuti fa,
il mio dire è fallimentare,
io non sono mai tutta, mai tutta, io appartengo
all'essere e non lo so dire, non lo so dire,
io appartengo e non lo so dire, non lo so dire,
io appartengo all'essere, all'essere e non lo so dire

io sono senza aggettivi, io sono senza predicati,
io indebolisco la sintassi, io consumo le parole,
io non ho parole pregnanti, io non ho parole
cangianti, io non ho parole mutevoli,
non ho parole perturbanti,
io non ho abbastanza parole, le parole mi si
consumano, io non ho parole che svelino, io non ho
parole che puliscano, io non ho parole che riposino,
io non ho mai parole abbastanza, mai abbastanza
parole, mai abbastanza parole

ho solo parole correnti, ho solo parole di serie,
ho solo parole fallimentari, ho solo parole deludenti,
ho solo parole che mi deludono,
le mie parole mi deludono, sempre mi deludono,
sempre sempre mi deludono, sempre mi mancano

io non sono mai tutta, mai tutta, io appartengo
all'essere e non lo so dire, non lo so dire, io
appartengo e non lo so dire, non lo so dire,
io appartengo all'essere, all'essere e non lo so dire.



mercoledì 25 settembre 2013

da BESTIA DI GIOIA di Mariangela Gualtieri


da BESTIA DI GIOIA di Mariangela Gualtieri










Sii dolce con me. Sii gentile.



È breve il tempo che resta. Poi



saremo scie luminosissime.



E quanta nostalgia avremo



dell’umano. Come ora ne




abbiamo dell’infinità.




Ma non avremo le mani. Non potremo




fare carezze con le mani.




E nemmeno guance da sfiorare




leggere. Una nostalgia d’imperfetto




ci gonfierà i fotoni lucenti.




Sii dolce con me.




Maneggiami con cura.




Abbi la cautela dei cristalli




con me e anche con te. [...]


(f.g)

venerdì 13 settembre 2013

IO GUARDO SPESSO IL CIELO di Mariangela Gualtieri

IO GUARDO SPESSO IL CIELO di Mariangela Gualtieri
da "Fuoco centrale"

Io guardo spesso il cielo. Lo guardo di mattino nelle
ore di luce e tutto il cielo s'attacca agli occhi e viene a
bere, e io a lui mi attacco, come un vegetale
che si mangia la luce.

(f.g)

sabato 7 settembre 2013

da SENZA POLVERE SENZA PESO di Mariangela Gualtieri

da SENZA POLVERE SENZA PESO di Mariangela Gualtieri

“Sento il tuo disordine
lo comparo al mio. C’è
somiglianza. C’è lo stesso slabbro
di ferite identiche. C’è tutta la voglia
di un passo largo in una terra
sgombra che non troviamo.
Sento il tuo respiro schiacciato
lo sento somigliante
ti sento piano morire
come me che non controllo
l’accensione del sangue. Anch’io cerco una libertà che mi
sbanderei, una falcata
perfetta, uno stacco d’uccello
dal suo ramo, quando si butta
improvviso e poi plana.”

Einaudi, Torino 2006

(f.g)

giovedì 5 settembre 2013

SII DOLCE CON ME. SII GENTILE di Mariangela Gualtieri

SII DOLCE CON ME. SII GENTILE di Mariangela Gualtieri
da "Bestia di gioia"

Sii dolce con me. Sii gentile.
E’ breve il tempo che resta. Poi
saremo scie luminosissime.
E quanta nostalgia avremo
dell’umano. Come ora ne
abbiamo dell’infinità.
Ma non avremo le mani. Non potremo
fare carezze con le mani.
E nemmeno guance da sfiorare
leggere.
Una nostalgia d’imperfetto
ci gonfierà i fotoni lucenti.
Sii dolce con me.
Maneggiami con cura.
Abbi la cautela dei cristalli
con me e anche con te.
Quello che siamo
è prezioso più dell’opera blindata nei sotterranei
e affettivo e fragile. La vita ha bisogno
di un corpo per essere e tu sii dolce
con ogni corpo. Tocca leggermente
leggermente poggia il tuo piede
e abbi cura
di ogni meccanismo di volo
di ogni guizzo e volteggio
e maturazione e radice
e scorrere d’acqua e scatto
e becchettio e schiudersi o
svanire di foglie
fino al fenomeno
della fioritura,
fino al pezzo di carne sulla tavola
che è corpo mangiabile
per il mio ardore d’essere qui.
Ringraziamo. Ogni tanto.
Sia placido questo nostro esserci -
questo essere corpi scelti
per l’incastro dei compagni
d’amore. nei libri.

(f.g)

domenica 18 agosto 2013

MARIANGELA GUALTIERI

MARIANGELA GUALTIERI

 





Sii dolce con me. Sii gentile.
E’ breve il tempo che resta. Poi
saremo scie luminosissime.
E quanta nostalgia avremo
dell’umano. Come ora ne
abbiamo dell’infinità.
Ma non avremo le mani. Non potremo
fare carezze con le mani.
E nemmeno guance da sfiorare
leggere.
Una nostalgia d’imperfetto
ci gonfierà i fotoni lucenti.
Sii dolce con me.
Maneggiami con cura.
Abbi la cautela dei cristalli
con me e anche con te.
Quello che siamo
è prezioso più dell’opera blindata nei sotterranei
e affettivo e fragile. La vita ha bisogno
di un corpo per essere e tu sii dolce
con ogni corpo. Tocca leggermente
leggermente poggia il tuo piede
e abbi cura
di ogni meccanismo di volo
di ogni guizzo e volteggio
e maturazione e radice
e scorrere d’acqua e scatto
e becchettio e schiudersi o
svanire di foglie
fino al fenomeno
della fioritura,
fino al pezzo di carne sulla tavola
che è corpo mangiabile
per il mio ardore d’essere qui.
Ringraziamo. Ogni tanto.
Sia placido questo nostro esserci –
questo essere corpi scelti
per l’incastro dei compagni
d’amore.

(a.t)

MARIANGELA GUALTIERI

MARIANGELA GUALTIERI

Sii dolce con me. Sii gentile.
E’ breve il tempo che resta. Poi
saremo scie luminosissime.
E quanta nostalgia avremo
dell’umano. Come ora ne
abbiamo dell’infinità.
Ma non avremo le mani. Non potremo
fare carezze con le mani.
E nemmeno guance da sfiorare
leggere.
Una nostalgia d’imperfetto
ci gonfierà i fotoni lucenti.
Sii dolce con me.
Maneggiami con cura.
Abbi la cautela dei cristalli
con me e anche con te.
Quello che siamo
è prezioso più dell’opera blindata nei sotterranei
e affettivo e fragile. La vita ha bisogno
di un corpo per essere e tu sii dolce
con ogni corpo. Tocca leggermente
leggermente poggia il tuo piede
e abbi cura
di ogni meccanismo di volo
di ogni guizzo e volteggio
e maturazione e radice
e scorrere d’acqua e scatto
e becchettio e schiudersi o
svanire di foglie
fino al fenomeno
della fioritura,
fino al pezzo di carne sulla tavola
che è corpo mangiabile
per il mio ardore d’essere qui.
Ringraziamo. Ogni tanto.
Sia placido questo nostro esserci –
questo essere corpi scelti
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