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sabato 16 maggio 2015

DA LETTERA A UN BAMBINO MAI NATO di Oriana Fallaci

DA "LETTERA A UN BAMBINO MAI NATO" di ORIANA FALLACI



Non ho mai capito come faccia a ridere in quel modo:
ma penso che sia perché ha pianto molto.
Solo chi ha pianto molto può apprezzare la vita nelle sue bellezze, e ridere bene.
Piangere è facile, ridere è difficile.

d.a

venerdì 17 ottobre 2014

Oriana Fallaci da “Lettera a un bambino mai nato”

Oriana Fallaci da “Lettera a un bambino mai nato”

Sarai un uomo o una donna? Vorrei che tu fossi una donna. Vorrei che tu provassi un giorno ciò che provo io: non sono affatto d’accordo con la mia mamma la quale pensa che nascere donna sia una disgrazia. La mia mamma, quando è molto infelice, sospira: «Ah, se fossi nata uomo!». Lo so: il nostro è un mondo fabbricato dagli uomini per gli uomini, la loro dittatura è così antica che si estende perfino al linguaggio. Si dice uomo per dire uomo e donna, si dice bambino per dire bambino e bambina, si dice figlio per dire figlio e figlia, si dice omicidio per indicare l’assassinio di un uomo e di una donna. Nelle leggende che i maschi hanno inventato per spiegare la vita, la prima creatura non è una donna: è un uomo chiamato Adamo. Eva arriva dopo, per divertirlo e combinare guai. Nei dipinti che adornano le loro chiese, Dio è un vecchio con la barba: mai una vecchia coi capelli bianchi. E tutti i loro eroi sono maschi: da quel Prometeo che scoprì il fuoco a quell’Icaro che tentò di volare, su fino a quel Gesù che dichiarano figlio del Padre e dello Spirito Santo: quasi che donna da cui fu partorito fosse un’incubatrice o una balia. Eppure, o proprio per questo, essere donna è così affascinante. E’ un’avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non annoia mai. Avrai tante cose da intraprendere se nascerai donna. Per incominciare, avrai da batterti per sostenere che se Dio esistesse potrebbe anche essere una vecchia coi capelli bianchi o una bella ragazza. Poi avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse una mela: quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza. Infine avrai da batterti per dimostrare che dentro il tuo corpo liscio e rotondo c’è un’intelligenza che urla d’essere ascoltata. Essere mamma non è un mestiere. Non è nemmeno un dovere. E’ solo un diritto fra tanti diritti. Faticherai tanto ad urlarlo. E spesso, quasi sempre, perderai. Ma non dovrai scoraggiarti. Battersi è molto più bello che vincere, viaggiare è molto più divertente che arrivare: quando sei arrivato o hai vinto, avverti un gran vuoto. E per superare quel vuoto devi metterti in viaggio di nuovo, crearti nuovi scopi. Sì, spero che tu sia una donna: non badare se ti chiamo bambino. E spero che tu non dica mai ciò che dice mia madre. Io non l’ho mai detto… Il cuore e il cervello non hanno sesso. Nemmeno il comportamento. Se sarai una persona di cuore e di cervello, ricordalo, io non starò certo tra quelli che ti ingiungeranno di comportarti in un modo o nell’altro in quanto maschio o femmina. Ti chiederò di sfruttare bene il miracolo d’essere nato…

sabato 13 settembre 2014

Tratto da NIENTE E COSÌ SIA di Oriana Fallaci

Tratto da NIENTE E COSÌ SIA di Oriana Fallaci
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La vita è una condanna a morte. E proprio perché siamo condannati a morte bisogna attraversarla bene, riempirla senza sprecare un passo, senza addormentarci un secondo, senza temer di sbagliare, di romperci, noi che siamo uomini, né angeli né bestie, ma uomini.


(a.t)

giovedì 5 dicembre 2013

ORIANA FALLACI


ORIANA FALLACI











Negare il destino è arroganza, affermare che noi siamo gli unici artefici della nostra esistenza è follia: se neghi il destino, la vita diventa una serie di occasioni perdute, un rimpianto di ciò che non è stato e avrebbe potuto essere, un rimorso di ciò che non si è fatto e avremmo potuto fare, e si spreca il presente rendendolo un’altra occasione perduta….non ti risposi mai che ero dove il destino esigeva che fossi perché il destino aveva stabilito che ci incontrassimo quel giorno e a quell'ora, non prima...

(f.g)

mercoledì 13 novembre 2013

ORIANA FALLACI

ORIANA FALLACI









La vita è una strada di sassi, sassi contro cui si inciampa,
si cade, ci si ferisce.
Sassi contro cui bisogna proteggersi con scarpe di ferro.
Ma neanche questo basta
perché mentre proteggi i piedi
c’è sempre qualcuno che raccoglie una pietra
per tirartela in testa.

(f.g)

lunedì 11 novembre 2013

ORIANA FALLACI

ORIANA FALLACI

La vita è una strada di sassi, sassi contro cui si inciampa,
si cade, ci si ferisce.
Sassi contro cui bisogna proteggersi con scarpe di ferro.
Ma neanche questo basta
perché mentre proteggi i piedi
c’è sempre qualcuno che raccoglie una pietra
per tirartela in testa.

(f.g)*

giovedì 12 settembre 2013

Tratto da PENELOPE ALLA GUERRA di Oriana Fallaci

Tratto da PENELOPE ALLA GUERRA 
di Oriana Fallaci

 



Ce ne sono milioni meglio di lui.
Ce ne sono milioni anche meglio di me.
Comunque io non conosco quelli meglio di lui e non posso consumar la mia vita ad aspettar di conoscerli.
E poi se dovessimo cercare la perfezione in un uomo,
si amerebbero i santi.
I santi son morti e io
non vado a letto col calendario.

(a.t)

venerdì 30 agosto 2013

BRANO TRATTO DALLA LETTERA DI ORIANA FALLACI A PIER PAOLO PASOLINI

BRANO TRATTO DALLA LETTERA DI ORIANA FALLACI
A PIER PAOLO PASOLINI

 




Diventammo subito amici,noi amici impossibili. Cioè io donna normale e tu uomo anormale,almeno secondo i canoni ipocriti della cosiddetta civiltà, io innamorata della vita e tu innamorato della morte. Io così dura e tu così dolce.
Tu eri fatto d'amore,la tua virtù più spontanea era la
generosità.
Quel giorno si avvicinò un ragazzo che vendeva "L'Unità" e disse:
"Hanno ammazzato Pasolini".
Dicono che sembravi un mucchio d'immondizia e solo dopo
che t'ebbero guardato da vicino si accorsero che eri un uomo.
Mi maltratterai ancora se dico che non eri un uomo,eri una luce
e una luce si è spenta?
(d.a)

martedì 9 luglio 2013

ORIANA FALLACI

ORIANA FALLACI

 





Incredibile come il dolore dell'anima non venga capito. Se ti becchi una pallottola o una scheggia si mettono subito a strillare presto-barellieri-il-plasma, se ti rompi una gamba te la ingessano, se hai la gola infiammata ti danno le medicine. Se hai il cuore pezzi e sei così disperato che non ti riesce aprir bocca, invece, non se ne accorgono neanche. Eppure il dolore dell'anima è una malattia molto più grave della gamba rotta e della gola infiammata, le sue ferite sono assai più profonde e pericolose di quelle procurate da una pallottola o da una scheggia. Sono ferite che non guariscono, quelle, ferite che ad ogni pretesto ricominciano a sanguinare.

(f.g)

mercoledì 3 luglio 2013

TRATTO DA "UN UOMO" di ORIANA FALLACI

TRATTO DA " UN UOMO" di Oriana Fallaci

 




L’abitudine è la più infame delle malattie, perché ci fa accettare qualsiasi disgrazia, qualsiasi dolore, qualsiasi morte. Per abitudine si vive accanto a persone odiose, si impara a portare le catene a subire ingiustizie, a soffrire, ci si rassegna al dolore, alla solitudine, a tutto. L’abitudine è il più spietato dei veleni perché entra in noi lentamente, silenziosamente e cresce a poco a poco nutrendosi della nostra inconsapevolezza, e quando scopriamo d’averla addosso ogni gesto s’è condizionato, non esiste più medicina che possa guarirci.

(f.g)

venerdì 14 giugno 2013

ORIANA FALLACI

ORIANA FALLACI

Non sono una Madonna, e non ho nessuna intenzione di diventarlo. Ho la faccia di una donna qualsiasi e passo per una donna qualsiasi perché mi agito poco. Ma dentro sono molto peggio di una donna qualsiasi. A volte mi chiedo se non sono una donna sbagliata.

(a.t)

sabato 18 maggio 2013

ORIANA FALLACI


ORIANA FALLACI



La Vita... è una condanna a morte.. e proprio perché siamo condannati a morte bisogna attraversarla bene,riempirla
senza sprecare un passo, senza addormentarci un secondo,
senza temer di sbagliare, di romperci, noi che siamo uomini, né angeli né bestie ma uomini.

(d.a)

ORIANA FALLACI

ORIANA FALLACI

La Vita... è una condanna a morte.. e proprio perché siamo condannati a morte bisogna attraversarla bene,riempirla
senza sprecare un passo, senza addormentarci un secondo,
senza temer di sbagliare, di romperci, noi che siamo uomini, né angeli né bestie ma uomini.



sabato 2 febbraio 2013

Tratto da INSCIALLAH di Oriana Fallaci


Tratto da INSCIALLAH di Oriana Fallaci 



L’amore fisico mi piace, te ne sarai accorto. Ma il motivo per cui mi piace non sta nel brivido con cui ci inebria e ci consegna all’oblio. Sta nella compagnia che ci regala e con la quale ci rincuora, nel conforto che proviamo a possedere un corpo da cui si è attratti: unire il nostro corpo a quel corpo, sentircelo dentro ed addosso. Alcuni sostengono che l’amore fisico non è che un mezzo per procreare, continuare la specie, ma si sbagliano di grosso… no, l’amore fisico è assai più d’un mezzo per continuare la specie. È un mezzo per parlare, comunicare, farsi compagnia. È un discorso fatto con la pelle anziché con le parole. E, finché dura, niente strappa alla solitudine quanto la sua materialità. Niente riempie e arricchisce quanto la sua tangibilità. Però è anche la più potente droga che esista, la più grossa fabbrica di illusioni e di equivoci che la natura ci abbia fornito. La droga, appunto, dell’oblio. L’illusione che l’oblio duri per sempre. L’equivoco di venir amati con l’anima di chi ci ama esclusivamente col corpo, di chi per egoismo o paura rifiuta le assolutezze dell’amore, preferisce il falso succedaneo dell’amicizia. Il tuo caso. In che modo me ne sono accorta? ... Con le parole ci siamo detti poco io e te. Col corpo, invece, ci siamo detti molto, ed io non ho perso una sillaba di quel che dicevi. Il nostro non è che un contatto epidermico, dicevi, un esercizio di sesso, un’appagante ginnastica, un dialogo fra sordomuti. Non mi basta, dicevi, preferisco l’amicizia. Peccato che tu non abbia udito neanche una sillaba di ciò che dicevo io. L’amicizia non può rimpiazzare l’amore, dicevo. L’amicizia è un ripiego effimero, artificioso, e spesso una menzogna. Non aspettarti mai dall’amicizia i miracoli che l’amore produce: gli amici non possono sostituire l’amore. Non possono strappare alla solitudine, riempire il vuoto, offrire quel tipo di compagnia. Hanno la propria vita, gli amici, i propri amori. Sono un’entità indipendente, estranea, una presenza transitoria e soprattutto priva di obblighi. Riescono ad essere amici dei tuoi nemici, gli amici. Vanno e vengono quando gli pare o gli serve, e si dimenticano facilmente di te: non te ne sei accorto? Oh, andando promettono montagne. Magari in buona fede. Conta-su-di-me, rivolgiti-a-me, chiama-me. Però, se li chiami, nella maggior parte dei casi non li trovi. Se li trovi, hanno qualche impegno inderogabile e non vengono. Se vengono, al posto delle montagne ti portano una manciata di ghiaia: gli avanzi, le briciole di sé stessi. E tu fai la medesima cosa con loro. No, a me non basta l’amicizia. Io ho bisogno di amore.

(a.t)

Tratto da INSCIALLAH di Oriana Fallaci


Tratto da INSCIALLAH di Oriana Fallaci 



L’amore fisico mi piace, te ne sarai accorto. Ma il motivo per cui mi piace non sta nel brivido con cui ci inebria e ci consegna all’oblio. Sta nella compagnia che ci regala e con la quale ci rincuora, nel conforto che proviamo a possedere un corpo da cui si è attratti: unire il nostro corpo a quel corpo, sentircelo dentro ed addosso. Alcuni sostengono che l’amore

venerdì 25 gennaio 2013

DA -UN CAPPELLO PIENO DI CILIEGE- di Oriana Fallaci


DA -UN CAPPELLO PIENO DI CILIEGE- di  Oriana Fallaci



"Niente ferisce, avvelena, ammala, quanto la delusione. Perché la delusione è un dolore 

che deriva sempre da una speranza svanita, una sconfitta che nasce sempre da una fiducia 

tradita cioè dal voltafaccia di qualcuno o qualcosa in cui credevamo. E a subirla ti senti 

ingannato, beffato, umiliato. La vittima d’una ingiustizia che non t’aspettavi, d’un 

fallimento che non meritavi.” 


(d.a)

DA -UN CAPPELLO PIENO DI CILIEGE- di Oriana Fallaci


DA -UN CAPPELLO PIENO DI CILIEGE- di  Oriana Fallaci



"Niente ferisce, avvelena, ammala, quanto la delusione. Perché la delusione è un dolore 

che deriva sempre da una speranza svanita, una sconfitta che nasce sempre da una fiducia 

tradita cioè dal voltafaccia di qualcuno o qualcosa in cui credevamo. E a subirla ti senti 

ingannato, beffato, umiliato. La vittima d’una ingiustizia che non t’aspettavi, d’un 

fallimento che non meritavi.” 


(d.a)

martedì 22 gennaio 2013

NIENTE E COSI' SIA di Oriana Fallaci


NIENTE E COSI' SIA di Oriana Fallaci  (brano scelto)


La Vita... è una condanna a morte.. e proprio perché siamo condannati a morte bisogna 

attraversarla bene, riempirla senza sprecare un passo, senza addormentarci un secondo, 

senza temer di sbagliare, di romperci, noi che siamo uomini, né angeli né bestie ma 

uomini.


(d.a)

NIENTE E COSI' SIA di Oriana Fallaci


NIENTE E COSI' SIA di Oriana Fallaci  (brano scelto)


La Vita... è una condanna a morte.. e proprio perché siamo condannati a morte bisogna 

attraversarla bene, riempirla senza sprecare un passo, senza addormentarci un secondo, 

senza temer di sbagliare, di romperci, noi che siamo uomini, né angeli né bestie ma 

uomini.


(d.a)

BRANO TRATTO DA "UN UOMO" di Oriana Fallaci

BRANO TRATTO DA "UN UOMO" di Oriana Fallaci


 

L'abitudine è la più infame delle malattie, perché ci fa accettare qualsiasi disgrazia, qualsiasi dolore, qualsiasi morte.

Per abitudine si vive accanto a persone odiose, si impara a portare le catene a subire ingiustizie, a ci si rassegna al dolore, alla solitudine, a tutto. L'abitudine è il più spietato dei veleni perché entra in noi lentamente, silenziosamente e cresce a poco a poco nutrendosi della nostra inconsapevolezza, e quando scopriamo d'averla addosso ogni gesto s'è condizionato, non esiste più medicina che possa guarirci.


(d.a)

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"Versi e prose in piena Libertà" il blog: IL RITORNO DI LILITH di Joumana Haddad

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