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giovedì 16 aprile 2015

MANUALE DI PITTURA E CALLIGRAFIA di José Saramago

MANUALE DI PITTURA E CALLIGRAFIA di José Saramago

"Amore mio”. Meu amor.
Ripetere queste due parole per dieci pagine, scriverle ininterrottamente, senza sosta, senza spazi bianchi, prima lentamente, lettera dopo lettera, disegnando le tre colline della M manoscritta, l’anello tenue della E simile a braccia che riposano, il letto profondo di un fiume che si scava nella U, e poi lo sgomento o il grido della A sulle onde del mare, eccole, dell’altra M, e la O che non può essere se non quest’unico nostro sole, e infine la R divenuta casa, o tetto, o baldacchino.
E subito dopo trasformare questo lento disegno in un unico filo tremolante, la traccia di un sismografo, perché le membra rabbrividiscono e si turbano, il mare bianco della pagina, una distesa di luce o un lenzuolo levigato.
“Meu amor, “amore mio” hai detto, e l’ho detto anch’io, spalancandoti la mia porta, e tu sei entrata.
Tenevi gli occhi bene aperti venendomi incontro,
per vedermi meglio o più di me, e hai posato la borsa per terra.
E, prima che ti baciassi, per poterlo dire serenamente, hai detto:
“Stanotte rimango con te”."

(a.t)

giovedì 13 novembre 2014

Oggi non era giorno di parole... di JOSÉ SARAMAGO

Oggi non era giorno di parole... di JOSÉ SARAMAGO


SARAMAGO13.11


Oggi non era giorno di parole,
con mire di poesie o di discorsi,
né c’era strada che fosse nostra.
A definirci bastava solo un atto,
e visto che a parole non mi salvo,
parla per me, silenzio, ch’io non posso.

Oggi non era giorno di parole... di JOSÉ SARAMAGO

Oggi non era giorno di parole... di JOSÉ SARAMAGO


SARAMAGO13.11


Oggi non era giorno di parole,
con mire di poesie o di discorsi,
né c’era strada che fosse nostra.
A definirci bastava solo un atto,
e visto che a parole non mi salvo,
parla per me, silenzio, ch’io non posso.

martedì 21 gennaio 2014

jose' saramago

domenica 12 gennaio 2014

JOSE' SARAMAGO DA "L'ANNO DELLA MORTE DI RICARDO REIAS"

martedì 31 dicembre 2013

31 dicembre 2012...

31 dicembre 2012... ma la storia di Versi e prose in piena Libertà continua, perché, in fondo è anche la nostra storia fatta di niente ma ricca di tutto e quando la nostra storia incrocia la vostra... siamo felici.



JOSE SARAMAGO

Si prenda un poeta non stanco,
Una nuvola di sogno e un fiore,
Tre gocce di tristezza, un riflesso dorato,
Una vena sanguinante di paura.
Quando l’impasto già bolle e si ritorce
Si aggiunga la luce di un corpo di donna,
Da un pizzico di morte rinforzata,
Che un amore di poeta è così.

(f.g)

giovedì 19 dicembre 2013

JOSE' SARAMAGO


JOSE' SARAMAGO













C'era la luna piena,



di quelle che trasformano il mondo in fantasma,



quando tutte le cose,



le animate e le inanimate,



stanno sussurrando misteriose rivelazioni,



ma ciascuna dicendo la sua,



e tutte discordanti,



perciò non riusciamo a capire



e patiamo quest'angoscia



di essere sul punto



di conoscerle e di non conoscerle.

(f.g)

venerdì 23 agosto 2013

JOSE SARAMAGO

... la ricetta del giorno


Il meglio di "Versi e prose in piena Libertà": JOSE' SARAMAGO
ilmeglioversieproseinliberta.blogspot.com
«Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati» «Dove andiamo?» «Non lo so, ma dobbiamo andare» Jack Kerouac

JOSE' SARAMAGO


JOSE' SARAMAGO



Si prenda un poeta non stanco,
Una nuvola di sogno e un fiore,
Tre gocce di tristezza, un riflesso dorato,
Una vena sanguinante di paura.
Quando l’impasto già bolle e si ritorce
Si aggiunga la luce di un corpo di donna,
Da un pizzico di morte rinforzata,
Che un amore di poeta è così.

(f.g)

giovedì 6 giugno 2013

da L'ANNO DELLA MORTE DI RICARDO REIS di José Saramago

da L'ANNO DELLA MORTE DI RICARDO REIS di José Saramago

“Si dice che il tempo non si ferma, che nulla ne trattiene l’incessante avanzata, lo si dice sempre con queste trite e ritrite parole, eppure non manca chi si spazientisca per la sua lentezza, ventiquattr'ore per fare un giorno, pensate, e quando si arriva alla fine si scopre che non è servito a niente, il giorno dopo è di nuovo così, sarebbe meglio che saltassimo le settimane inutili per vivere una sola ora piena, un folgorante minuto.”

(f.g)

domenica 26 maggio 2013

LE PAROLE D'AMORE di Jose Saramago

LE PAROLE D’AMORE di José Saramago

Dimentichiamo le parole, le parole:
le tenere, capricciose, violente,
le soavi di miele, quelle oscene,
le febbrili, le affamate e assetate.
Lasciamo che il silenzio dia un senso
al pulsar del mio sangue nel tuo ventre;
che parola o discorso mai potrebbe
dire amore nella lingua del seme?

(a.t)

venerdì 3 maggio 2013

JOSÈ SARAMAGO


JOSÈ SARAMAGO




Mi è sempre piaciuto osservare, badare alle sfumature.
Mi piacciono le persone che “dicono qualcosa” e che sanno ascoltare, le persone che ragionano con la propria testa.
Mi piace il battito di ciglia o il sorgere leggero di un sorriso, la voce musicale.
Mi piace ascoltare buona musica, amo suonare, non potrei farne a meno, mi piace diventare cosa unica con ciò che suono, esplodere dentro.
Mi piace guardare le mie dita scivolare sul manico della chitarra, stanno bene insieme, lì…
Amo gli occhi di una donna, la sua pelle, la sua passione, tutto.
Parlo tanto, fin troppo, ma ci sono momenti che rimango in silenzio ad ascoltarmi.
E’ in quei momenti che fabbrico i miei pensieri più veri, mentre cammino per le strade, osservando la gente che passa, ascoltando i discorsi, a volte assurdi, di alcune persone o assaporando il sole che mi scalda dentro.
Amo ridere, giocare.
Amo le cose belle, le belle storie che dicono qualcosa, mi piace tutto ciò che fa palpitare il cuore.
E’ bello aver la pelle d’oca, significa che stai vivendo.


(a.t)

JOSÈ SARAMAGO


JOSÈ SARAMAGO




Mi è sempre piaciuto osservare, badare alle sfumature.
Mi piacciono le persone che “dicono qualcosa” e che sanno ascoltare, le persone che ragionano con la propria testa.
Mi piace il battito di ciglia o il sorgere leggero di un sorriso, la voce musicale.
Mi piace ascoltare buona musica, amo suonare, non potrei farne a meno, mi piace diventare cosa unica con ciò che suono, esplodere dentro.
Mi piace guardare le mie dita scivolare sul manico della chitarra, stanno bene insieme, lì…
Amo gli occhi di una donna, la sua pelle, la sua passione, tutto.
Parlo tanto, fin troppo, ma ci sono momenti che rimango in silenzio ad ascoltarmi.
E’ in quei momenti che fabbrico i miei pensieri più veri, mentre cammino per le strade, osservando la gente che passa, ascoltando i discorsi, a volte assurdi, di alcune persone o assaporando il sole che mi scalda dentro.
Amo ridere, giocare.
Amo le cose belle, le belle storie che dicono qualcosa, mi piace tutto ciò che fa palpitare il cuore.
E’ bello aver la pelle d’oca, significa che stai vivendo.


(a.t)

giovedì 25 aprile 2013

JOSE SARAMAGO


JOSE SARAMAGO



Amo le cose belle,



le belle storie 



che dicono qualcosa, mi piace 



tutto ciò che fa palpitare il cuore.



E’ bello aver la pelle d’oca, 



significa che stai vivendo.


(f.g)

JOSE SARAMAGO


JOSE SARAMAGO



Amo le cose belle,



le belle storie 



che dicono qualcosa, mi piace 



tutto ciò che fa palpitare il cuore.



E’ bello aver la pelle d’oca, 



significa che stai vivendo.


(f.g)

giovedì 11 aprile 2013

JOSÈ SARAMAGO

JOSÈ SARAMAGO

 


 



Mi è sempre piaciuto osservare, badare alle sfumature.
Mi piacciono le persone che “dicono qualcosa” e che sanno ascoltare, le persone che
ragionano con la propria testa.
Mi piace il battito di ciglia o il sorgere leggero di un sorriso, la voce musicale.
Mi piace ascoltare buona musica, amo suonare, non potrei farne a meno, mi piace
diventare cosa unica con ciò che suono, esplodere dentro.
Mi piace guardare le mie dita scivolare sul manico della chitarra, stanno bene insieme, lì.
Amo gli occhi di una donna, la sua pelle, la sua passione, tutto.
Parlo tanto, fin troppo, ma ci sono momenti che rimango in silenzio ad ascoltarmi.
E’ in quei momenti che fabbrico i miei pensieri più veri, mentre cammino per le strade,
osservando la gente che passa, ascoltando i discorsi, a volte assurdi, di alcune persone o
assaporando il sole che mi scalda dentro.
Amo ridere, giocare.
Amo le cose belle, le belle storie che dicono qualcosa, mi piace tutto ciò che fa palpitare il
cuore.
E’ bello aver la pelle d’oca, significa che stai vivendo.

(a.t)


JOSÈ SARAMAGO


JOSÈ SARAMAGO



Mi è sempre piaciuto osservare, badare alle sfumature.

Mi piacciono le persone che “dicono qualcosa” e che sanno ascoltare, le persone che 

ragionano con la propria testa.

Mi piace il battito di ciglia o il sorgere leggero di un sorriso, la voce musicale.

Mi piace ascoltare buona musica, amo suonare, non potrei farne a meno, mi piace 

diventare cosa unica con ciò che suono, esplodere dentro.

Mi piace guardare le mie dita scivolare sul manico della chitarra, stanno bene insieme, lì.

Amo gli occhi di una donna, la sua pelle, la sua passione, tutto.

Parlo tanto, fin troppo, ma ci sono momenti che rimango in silenzio ad ascoltarmi.

E’ in quei momenti che fabbrico i miei pensieri più veri, mentre cammino per le strade, 

osservando la gente che passa, ascoltando i discorsi, a volte assurdi, di alcune persone o 

assaporando il sole che mi scalda dentro.

Amo ridere, giocare.

Amo le cose belle, le belle storie che dicono qualcosa, mi piace tutto ciò che fa palpitare il 

cuore.

E’ bello aver la pelle d’oca, significa che stai vivendo. 

(a.t)

lunedì 25 marzo 2013

Tratto da IL QUADERNO di José Saramago


Tratto da IL QUADERNO di José Saramago



Se mi dicessero di disporre in ordine di precedenza la carità, 

la giustizia e la bontà, metterei al primo posto la bontà, al 

secondo la giustizia e al terzo la carità. Perché la bontà, da 

sola, già dispensa la giustizia e la carità, perché la giustizia 

giusta già contiene in sé sufficiente carità. La carità è ciò che 

resta quando non c’è bontà né giustizia.

(a.t)

Tratto da IL QUADERNO di José Saramago


Tratto da IL QUADERNO di José Saramago



Se mi dicessero di disporre in ordine di precedenza la carità, 

la giustizia e la bontà, metterei al primo posto la bontà, al 

secondo la giustizia e al terzo la carità. Perché la bontà, da 

sola, già dispensa la giustizia e la carità, perché la giustizia 

giusta già contiene in sé sufficiente carità. La carità è ciò che 

resta quando non c’è bontà né giustizia.

(a.t)

sabato 16 marzo 2013

Tratto da VIAGGIO IN PORTOGALLO di Josè Saramago


Tratto da VIAGGIO IN PORTOGALLO di Josè Saramago



Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in 

memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della 

spiaggia e ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. La fine di un 

viaggio è solo l’inizio di un altro. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo 

quel che si è già visto, vedere in

primavera quel che si era visto in estate, veder di giorno quel che si era visto di notte, con 

il sole dove prima pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha 

cambiato posto,

l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui posti già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a 

fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre.

(a.t)

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"Versi e prose in piena Libertà" il blog: IL RITORNO DI LILITH di Joumana Haddad

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