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sabato 25 aprile 2015

F. GARCIA LORCA

F. GARCIA LORCA

“Perché l’agonia fisica, biologica, naturale di un corpo che soffre la fame, la sete o il freddo dura poco, molto poco, ma l’agonia dell’anima insoddisfatta dura tutta la vita.”

(a.t)

mercoledì 5 novembre 2014

VARIAZIONE di FEDERICO GARCIA LORCA

VARIAZIONE di FEDERICO GARCIA LORCA


lorca


Lo stagno dell’aria 
sotto il ramo dell’eco.
Lo stagno dell’acqua
sotto fronde di stelle.
Lo stagno della tua bocca
sotto una pioggia di baci.

giovedì 10 luglio 2014

FEDERICO GARCIA LORCA da Sonetti dell'amore oscuro

FEDERICO GARCIA LORCA da Sonetti dell'amore oscuro

_____ Il poeta dice la verità

Voglio piangere sopra la mia pena
e te lo dico perché tu mi pianga
e m'ami in un tramonto di usignoli
con un pugnale e con baci insieme a te.

Voglio uccidere il solo testimone
presente all'assassinio dei miei fiori
e mutare l'angoscia del mio pianto
in grano duro, in un covone eterno.

Quella matassa mai non si dipani
del t'amo m'ami, di tutto ardore sì!
con decrepito sole e vecchia luna.

Quello che non mi dai non te lo chiedo,
no, ma muoia e di sé non lasci traccia
nell'estremo sussulto della carne.

_____ El poeta dice la verdad

Quiero llorar mi pena y te lo digo
para que tú me quieras y me llores
en un anochecer de ruiseñores,
con un puñal, con hesos y contigo.

Quiero matar al único testigo
para el asesinato de mis flores
y convertir mi llanto y mis sudores
en eterno montón de duro trigo.

Que no se acabe nunca la madeja
del te quiero me quieres, siempre ardida
con decrépito sol y luna vieja.

Que lo que no me des y no te pida
será para la muerte, que no deja
ni sombra por la carne estremecida.

(f.g)


mercoledì 28 maggio 2014

LA LUNA DI FEDERICO GARCIA LORCA

sabato 24 maggio 2014

AMPARO di Federico Garcia Lorca

AMPARO di Federico Garcia Lorca

Amparo,
come sei sola nella tua casa,
vestita di bianco!

(Equatore tra il gelsomino
e il nardo.)

Ascolti i meravigliosi
zampilli del tuo patio
e il debole trillo giallo
del canarino.

La sera vedi tremare
i cipressi con gli uccelli,
mentre ricami adagio
lettere sul canovaccio.

Amparo,
come sei sola nella tua casa,
vestita di bianco!
Amparo,
e com'è difficile dirti:
ti amo!

(f.g)


venerdì 29 novembre 2013

da IL GRIDO di Federico García Lorca

da IL GRIDO di Federico García Lorca

 






«Ahi!
 
Come un arco di viola
 
il grido ha fatto vibrare
 
le lunghe corde del vento»

(da Poema del cante jondo, 1921)

(f.g)

martedì 1 ottobre 2013

FEDERICO GARCÌA LORCA


FEDERICO GARCÌA LORCA













Dice la sera: “Ho sete d’ombra”
Dice la luna: “Io ho sete di stelle!”
La fonte cristallina chiede labbra,
sospiri chiede il vento.
Io ho sete di aromi e di risate.
Sete di canti nuovi
Senza lune nè gigli,
e senza amori morti.
Un canto mattutino per cui tremi
la quiete dei ristagni
dell’avvenire. E colmi di speranza
sia le onde che le melme.
Un canto luminoso e sereno,
pieno di pensiero,
vergine di tristezza e di angosce
e vergine di sogni.
E senza carne lirica che colmi
di risate il silenzio.
(Uno stormo di cieche colombe
lanciate al mistero).
Canto diretto al cuore delle cose
e all’anima dei venti
e che riposi infine nella gioia
del cuore eterno.

(a.t)

venerdì 27 settembre 2013

SERENATA di Federico Garcia Lorca (Omaggio a Lope de Vega)


SERENATA di Federico Garcia Lorca 



(Omaggio a Lope de Vega) 










Lungo le rive del fiume 



la notte si sta bagnando 



e sui seni di Lolita 



muoiono d'amore i rami. 

Muoiono d'amore i rami. 

La notte nuda 



canta sui ponti di marzo. 



Lolita lava il suo corpo 



con acqua salmastra e nardi. 

Muoiono d'amore i rami. 

Luccica in alto sui tetti 



la notte d'argento e d'anice. 



Argento di rivi e specchi. 



Anice di cosce candide. 

Muoiono d'amore i rami.

(f.g)

SERENATA di Federico Garcia Lorca (Omaggio a Lope de Vega)

SERENATA di Federico Garcia Lorca
(Omaggio a Lope de Vega)

Lungo le rive del fiume
la notte si sta bagnando
e sui seni di Lolita
muoiono d'amore i rami.

Muoiono d'amore i rami.

La notte nuda
canta sui ponti di marzo.
Lolita lava il suo corpo
con acqua salmastra e nardi.

Muoiono d'amore i rami.

Luccica in alto sui tetti
la notte d'argento e d'anice.
Argento di rivi e specchi.
Anice di cosce candide.

Muoiono d'amore i rami.

(f.g)*

Foto d'epoca

venerdì 13 settembre 2013

LA SPOSA INFEDELE di Federico Garcia Lorca

LA SPOSA INFEDELE di Federico Garcia Lorca

E io che me la portai al fiume
credendo che fosse ragazza,
invece aveva marito.

Fu la notte di S. Giacomo
e quasi per obbligo,
si spensero i fanali
e si accesero i grilli.
Alle ultime svolte
toccai i suoi seni addormentati,
e di colpo mi s'aprirono
come rami di giacinti.
L'amido della sua gollennina
suonava alle mie orecchie,
come un pezzo di seta
lacerato da dieci coltelli.
Senza luce d'argento sulle cime
sono cresciuti gli alberi,
e un orizzonte di cani
abbaia lontano dal fiume.

Passati i rovi,
i giunchi e gli spini,
sotto il cespuglio dei suoi capelli
feci una buca nella fanghiglia.
Io mi levai la cravatta.
Lei si tolse il vestito.
Io la cintura e la rivoltella.
Lei i suoi quattro corpetti.
Non hanno una pelle così fine
le tuberose e le conchiglie,
né i cristalli alla luna
risplendono di tanta luce.
Le sue cosce mi sfuggivano
come pesci sorpresi,
metà piene di brace,
metà piene di freddo.
Corsi quella notte
il migliore dei cammini,
sopra una puledra di madreperla
senza briglie e senza staffe.
Non voglio dire, da uomo,
le cose che ella mi disse.
La luce dell'intendimento
mi fa essere molto discreto.
Sporca di baci e di sabbia,
la portai via dal fiume.
Con la brezza si battevano
le spade dei gigli.

Agii da quello che sono,
da vero gitano.
Le regalai un grande cestino
di raso paglierino,
e non volli innamorarmi
perchè avendo marito
mi disse che era ragazza
mentre la portavo al fiume.

(f.g)
https://www.youtube.com/watch?v=dw_BmXU79ZI

http://www.youtube.com/watch?v=oOD9C0JuK5Y

mercoledì 3 luglio 2013

FEDERICO GARCIA LORCA - POEMA DELLA SOLEÁ

FEDERICO GARCIA LORCA - POEMA DELLA SOLEÁ


 



I labirinti creati dal tempo svaniscono.
(Rimane solo
il deserto.)
Il cuore,fonte del desiderio,svanisce.
fonte del desiderio,
svanisce.
(Rimane solo
il deserto.)
L'illusione dell'aurora e i baci svaniscono.
Rimane solo il deserto.
Un ondulato deserto.
(d.a)

domenica 30 giugno 2013

CONGEDO di Federico Garcia Lorca


CONGEDO di Federico Garcia Lorca



Se muoio,
lasciate il balcone aperto.
Il bimbo mangia arance.
(Dal mio balcone lo vedo.)
Falcia il grano il mietitore.
(Dal mio balcone lo sento.)
Se muoio,
lasciate il balcone aperto!

(d.a)

sabato 1 giugno 2013

"IL CANTO VUOLE ESSERE LUCE" di FEDERICO GARCIA LORCA

"IL CANTO VUOLE ESSERE LUCE" di FEDERICO GARCIA LORCA

 




Il canto vuole essere luce.
Nel buio ha il canto
fili di fosforo e di luna.
La luce non sa che cosa vuole.
Nei suoi limiti opalini,
incontra se stessa
e se ne va. 
(d.a)

martedì 28 maggio 2013

QUANDO MORIRO' di Federico Garcia Lorca

QUANDO MORIRO' di Federico Garcia Lorca

quando morirò,
seppellitemi con la mia chitarra
sotto l'arena.

quando morirò,
tra gli aranci
e la menta.

quando morirò,
se volete, seppellitemi
in una banderuola.

quando morirò!

(f.g)

CASIDA DELLA DONNA DISTESA di FEDERICO GARCIA LORCA

CASIDA DELLA DONNA DISTESA di 
FEDERICO GARCIA LORCA



Vederti nuda è rievocare la terra.
La terra piana e priva di cavalli.
La terra senza un giunco, forma pura
chiusa al futuro: confine d'argento.

Vederti nuda è comprendere l'ansia
della pioggia che cerca fragili fianchi,
o la febbre del mare dal volto immenso
che non trova la luce della sua guancia.

Il sangue risuonerà nelle alcove
e verrà con spada di folgore,
ma tu non saprai dove si celano
il cuore di rospo o la violetta.

Il tuo ventre è uno scontro di radici,
le tue labbra un'alba senza profilo,
e sotto le tiepide rose del letto gemono
i morti, in attesa del loro turno.

(f.g)

lunedì 27 maggio 2013

CASIDA DELLA DONNA DISTESA di Federico Garcia Lorca

CASIDA DELLA DONNA DISTESA di Federico Garcia Lorca

Vederti nuda è rievocare la terra.
La terra piana e priva di cavalli.
La terra senza un giunco, forma pura
chiusa al futuro: confine d'argento.

Vederti nuda è comprendere l'ansia
della pioggia che cerca fragili fianchi,
o la febbre del mare dal volto immenso
che non trova la luce della sua guancia.

Il sangue risuonerà nelle alcove
e verrà con spada di folgore,
ma tu non saprai dove si celano
il cuore di rospo o la violetta.

Il tuo ventre è uno scontro di radici,
le tue labbra un'alba senza profilo,
e sotto le tiepide rose del letto gemono
i morti, in attesa del loro turno.

(f.g)

domenica 27 gennaio 2013

BISOGNA ESPRIMERE... di Federico Garcia Lorca


BISOGNA ESPRIMERE...  di Federico Garcia Lorca



Bisogna esprimere il profumo

racchiuso nelle nostre anime!

Bisogna essere tutti canto,

luce e bontà.

Bisogna aprirsi interamente

di fronte alla notte nera,

per riempirci di rugiada immortale

(d.a)

BISOGNA ESPRIMERE... di Federico Garcia Lorca


BISOGNA ESPRIMERE...  di Federico Garcia Lorca



Bisogna esprimere il profumo

racchiuso nelle nostre anime!

Bisogna essere tutti canto,

luce e bontà.

Bisogna aprirsi interamente

di fronte alla notte nera,

per riempirci di rugiada immortale

(d.a)

venerdì 25 gennaio 2013

IN SILENZIO di Federico Garcia Lorca


IN SILENZIO  di Federico Garcia Lorca



Vorrei sedermi vicino a te in silenzio,
ma non ne ho il coraggio: temo che
il mio cuore mi salga alle labbra.
Ecco perché parlo stupidamente e nascondo
il mio cuore dietro le parole.
Tratto crudelmente il mio dolore per paura
che tu faccia lo stesso.
Il mio cuscino mi guarda di notte
con durezza come una pietra tombale;
non avevo mai immaginato che tanto amaro fosse
essere solo e non essere adagiato nei tuoi capelli.

(d.a)

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