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martedì 28 aprile 2015

Ruth Orkin Photographer

Ruth Orkin Photographer


Si può essere poeti senza scrivere mai una poesia, poiché per la poesia fatta di immagini, luoghi, persone, attimi strappati all'eternità,
è sufficiente una macchina fotografica, talento e sensibilità artistica...







La fotografa Ruth Orkin fu una grande poetessa.


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lunedì 6 aprile 2015

The Nine di Katy Grannan

The Nine di Katy Grannan


Solitudine di Katy Grannan


Ph.: © Katy Grannan

Il trailer di "The Nine", un lungometraggio che rappresenta il ritratto del degrado di una piccola comunità che vive ai margini della società in una zona della California.

Regia di Katy Grannan
Prodotto da Marc Smolowitz




The Nine (Trailer) from Katy Grannan on Vimeo.

sabato 4 aprile 2015

David Bellemère Ovvero: il Fashion erotico e sensuale

David Bellemère
Ovvero: il Fashion erotico e sensuale


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Di nazionalità francese, Bellemère ha studiato fotografia in una scuola d’arte parigina dopo aver capito che la fotografia era la sua vocazione in giovane età.
Spinto a un certo punto della sua vita a passare alcuni anni in viaggio in Thailandia, al rientro in patria ha definito la sua linea narrativo-fotografica fatta (e uso l’aggettivo “narrativo” apposta) di storie di luce naturale, ambientazione essenziale ma curatissima e immensa sensualità.

Non si conosce molto altro della biografia di questo fotografo, in parte anche per via della sua natura poco loquace, confermata anche dalle modelle che hanno lavorato con lui, tra cui la nostra Gaby.

Bellemère è un fotografo di moda che è stato capace di trasfigurare il genere Fashion che tutti conosciamo, fatto di modelle/manichini, di luci dure e lusso sfrenato, rendendolo più delicato e provocante.

Lo trovo un fotografo innovativo, capace di far sprigionare a immagini molto delicate un erotismo elegante e mai volgare

Predilige toni piuttosto caldi e poco saturi e atmosfere soft che accolgono calorosamente chi guarda in un mondo quasi onirico.

Le immagini di questo fotografo parlano un linguaggio molto semplice eppure molto efficace.
La purezza delle forme, l’essenzialità delle linee, la delicatezza del colore e la raffinatezza delle pose lo rendono di certo uno dei maggiori e più particolari fotografi attuali.

Uno dei pochi realmente capace di unire lo sfarzo del Fashion all’erotismo del Glamour.

Sicuramente “agevolato” dalla possibilità di lavorare sempre con splendide modelle, nella fotografia di Bellemère troviamo dei temi ricorrenti legati soprattutto al contesto e all’ambientazione che sceglie per le sue creazioni.
Tuttavia, pur nella reiterazione di certe ambientazioni e situazioni con modelle diverse riesce sempre a stupire cogliendo l’essenza di chi ha davanti in modo sempre, e ogni volta, diverso.
In particolare mi riferisco all’uso di un caldo tavolo di legno e di una vetrata, con la quale crea giochi di luce e trompe-l'œil.

Bellemère è peculiare anche per l’uso estensivo che fa di vari effetti colorati davanti all’obiettivo e che contribuiscono a rafforzare il mood onirico e delicato delle sue foto.

Dal web

martedì 17 marzo 2015

Claudia Andujar - Fotografa

Yanomami, La Danse des immagini. Claudia Andujar.




Fotografie di Claudia Andujar
Testo Alvaro Machado

Pubblicato da Marval, 2007.





La prima edizione di Yanomami è stata pubblicata da Praxis nel 1978. Tiratura di 1.500 copie.

Pochi fotografi hanno documentato la vita degli Indiani Yanomami del sud Venezuela, Claudia Andujar, di origine svizzera, è stata una di loro. Gli Yanomami sono indigeni che vivono nella foresta amazzonica al confine tra Venezuela e Brasile. Yanomami (significa essere umano) ritengono che essi sono gli unici esseri umani sulla terra.

Yanomami, La Danse des immagini è diversa dalla prima edizione pubblicata nel 1978. Ha più immagini e un design diverso. Questo libro è il risultato di 30 anni di vita che Claudia Andujar ha speso per documentare gli abitanti, le tradizioni, le cerimonie sciamaniche e la vita di tutti i giorni della comunità Yanomami.
Le immagini rivelano la bellezza, la sensualità e la vulnerabilità degli Yanomami.

Claudia Andujar è nata in Svizzera nel 1931. All'età di 24 anni si è trasferita a San Paolo, Brasile. Per la prima volta Claudia Andujar ha incontrato gli Yanomami nel 1971 mentre lavorava come reporter, nella regione amazzonica e fra gli Indiani brasiliani, per la rivista Realidade. Rimase affascinata dalla Yanomami, una comunità chiusa, della loro cultura e del loro modo di vivere.
Rinunciò alla sua professione per dedicarsi a tempo pieno alla documentazione della vita della comunità Yanomami nel nord del Brasile.
Claudia Andujar, infatti, ha trascorso la propria vita a documentare la loro cultura e costumi, contribuendo a proteggere i loro diritti. Ha anche scritto e documentato "Amazzonia", uno dei libri più belli sull'America Latina, insieme a George Love (suo marito in quel momento).

Fonti dal web:

http://photolia.tumblr.com/post/105576491572/mitopoemas-yanomam-claudia-andujar

http://italcaribe.blogspot.it/2012/03/alla-scoperta-del-popolo-degli-yanomami.html

http://www.formidablemag.com/claudia-andujar/

http://www.survival.it/articoli/3250-conoscenze-botaniche-yanomami

http://www.survivalinternational.org/tribes/yanomami/wayoflife

lunedì 16 febbraio 2015

Francesca Woodman - fotografa

Francesca Woodman (Denver, 3 aprile 1958 – New York, 19 gennaio 1981) è stata una fotografa statunitense.




________ Francesca Woodman - Notizie biografiche

“Nata a Denver nel 1958, figlia degli artisti Betty e George Woodman, Francesca cominciò a lavorare col mezzo fotografico a soli tredici anni di età, quando realizzò il primo autoscatto. Nei nove anni che separano questo esordio dall’abbandono volontario della vita, avvenuto nel gennaio 1981 a soli ventidue anni, l’artista ha continuato a fotografare se stessa in ambienti domestici, in mezzo alla natura, sola o con amiche, nel vivo di azioni e performance appositamente progettate.
Le serie fotografiche più significative si identificano con i luoghi dove sono state realizzate e ripercorrono i passaggi essenziali della sua biografia: la prima ha per scenario Boulder, nel Colorado, e data agli anni della scuola superiore, la seconda riguarda l’intenso periodo di formazione presso la Rhode Island School of Design di Providence, seguita da quella, molto ricca, che fra 1977 a 1978 venne eseguita a Roma. New York, da una parte, e la natura incontaminata della MacDowell Colony nel New Hampshire rappresentano le fasi estreme della sua opera.



Quasi tutta la produzione dell’artista vive nel rapporto tra il proprio corpo, oggetto e soggetto degli scatti, e il proprio sguardo, nella dialettica cioè che s’instaura fra la Francesca Woodman artista e la Francesca Woodman modella di se stessa. Di sé non offre mai alcuna visione idealizzata, eroica, caricata di particolari significati; al contrario, la propria immagine è sempre inserita nell’universo delle cose, come fosse una di esse o, meglio ancora, parte di esse. Ecco allora che il corpo di Francesca quasi si assimila con l’intonaco dei muri, gioca con la propria ombra, compare da porte e finestre, si nasconde tra i mobili e gli oggetti; la luce ne sfalda la consistenza piuttosto che esaltarla, oppure ne tornisce le forme purché siano sempre colte come frammenti, come particolari. Tratti caratteristici e ricorrenti sono anche l’assenza del volto, tagliato via dall’inquadratura – o nascosto da maschere, dai propri capelli, da una torsione del collo o del busto – e la dimensione performativa, ben evidenziata anche dai pochi minuti di video girati dall’artista […].”





Testo tratto da:

Francesca Woodman, RETROSPETTIVA FOTOGRAFICA, Siena, SMS contemporanea dal 26 settembre 2009 al 10 gennaio 2010.

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La vita terrena di Francesca Woodman si esaurisce in meno di 23 anni.
Il 19 gennaio 1981 si suicida. Forse non aveva più nulla da documentare o meglio da dire, perché si possono dire più cose con una immagine che con mille parole.

Parlando del suo lavoro:
“Io vorrei che le mie fotografie potessero ricondensare l’esperienza in piccole immagini complete, nelle quali tutto il mistero della paura o comunque ciò che rimane latente agli occhi dell’osservatore uscisse, come se derivasse dalla sua propria esperienza.”



E ancora:
"sono apprensiva. è come quando
suonavo il piano. prima ho imparato
a leggere la musica e poi a un tratto
non ho più avuto bisogno di tradurre le note:
arrivavano direttamente alle mie mani. dopo un po’
ho smesso di suonare e quando
ho ricominciato ho scoperto di non riuscire
a suonare. non riuscivo a suonare
d’istinto e avevo dimenticato
come leggere la musica"



Traduzione: Alessandra Pigliaru

“Ho dei parametri e la mia vita a questo punto è paragonabile ai sedimenti di una vecchia tazza da caffé e vorrei piuttosto morire giovane, preservando ciò che è stato fatto, anziché cancellare confusamente tutte queste cose delicate.”




E Jean-Paul Sartre, L’essere e il nulla

"La cosa percepita è un promettere e uno sfiorare; ogni proprietà che promette di manifestarmi, ogni abbandono tacito consentito, ogni rimando ad altri oggetti implica l’avvenire."




Sembra che Sartre l'abbia scritto per Lei anche se così non è.




Dal blog "Via delle belle donne"
Io mi sono limitato ad aggiungere qualche nota ma non ho altri meriti.

(f.g)




giovedì 5 febbraio 2015

Pedro Luis Palencia

Pedro Luis Palencia 


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Pedro Luis Palencia è un artista spagnolo che crea la propria realtà, o almeno una qualche versione di essa, manipolando le immagini e raggiungendo degli effetti davvero straordinari.



Video


martedì 3 febbraio 2015

Willy Ronis fotografo

Willy Ronis fotografo


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Willy Ronis nasce a Parigi nel 1910 e, a partire dal 1932, si dedica alla fotografia prima nell'atelier di suo padre e, dopo la morte di questi avvenuta nel 1936, lascia lo studio per intraprendere la carriera di fotografo indipendente. Si occupa soprattutto di reportage in un contesto sociale segnato dall'ascesa del Front Populaire, condividendo gli stessi ideali di colleghi quali Robert Capa e David Seymour; a quel periodo risale anche l'incontro con

mercoledì 7 gennaio 2015

Kirsty Mitchell e la dea Gaia: la nascita di una fine

Kirsty Mitchell e la dea Gaia: la nascita di una fine


Gaia-The-Birth-of-an-End


La Teogonia di Esiodo racconta come, dopo Chaos, sorse l’immortale Gaia, progenitrice dei titani e degli dei dell’Olimpo. Gaia è la dea primordiale, la potenza divina della Terra, la Dea più importante di tutte.
La fotografa e artista Kirsty Mitchell, profondamente legata alla sua imponente figura, ha deciso così di inscenare la nascita di Gaia, da modella a dea immortale. Per dieci lunghe settimane Kristy si è dedicata alla creazione di un copricapo che avrebbe racchiuso tutta la grandezza e la potenza della Dea Madre. Un lavoro meticoloso ma ispirato e sentito, la Mitchell infatti ha dedicato questo capolavoro a sua madre, morta nel 2008.
“Wonderland” è il nome di questo progetto durato quattro anni e Gaia ne segna la trionfante fine.
“I personaggi non sono stati creati su qualcosa di già esistente- sono il risultato dei miei ricordi sbiaditi delle storie che mia madre mi leggeva da bambina, illustrazioni di libri originali, poesie , dipinti, sogni. Ho voluto proiettare i miei pensieri su persone reali, per poi perdermi dentro di esse”, ha dichiarato l’artista.
Il copricapo è stato interamente dipinto e bordato a mano. È molto pesante tanto da dover essere collegato a una trave di legno nello studio per portare il peso fuori la testa della modella. Lo straordinario copricapo è composto anche di vari elementi che Kristy ha reperito nel suo viaggio in Tibet come campane tradizionali e collane tribali. L’effetto finale è spettacolare rende davvero la grandezza e la personalità di Gaia, e dopo tanto lavoro questa è stata la più grande soddisfazione per Kristy Mitchell, è riuscita nel suo intento e lo ha fatto in maniera straordinaria.
Gaia segna la nascita di una fine, la transizione di Gaia da mortale alla sua vera forma di dea immortale, la rappresentazione creata dall’artista coglie in pieno la vera essenza di Gaia, circondata da un’esplosione di energia scintillante. Il suo personaggio influisce su tutto, creando un effetto farfalla che mette in moto la fine della storia.

anigif
DAL BLOG supersamik.wordpress.com



Wonderland - 'Gaia, The Birth Of An End' - Kirsty Mitchell Photography from FX Media on Vimeo.

martedì 2 dicembre 2014

PARADISI PERDUTI

Paradisi perduti


Le foto di questo album risalgono ai primi anni del '900 e ritraggono popolazioni che stavano perdendo la loro verginità. Intere etnie vittime della politica colonialista degli Stati europei che sfruttavano le risorse economiche dei paesi colonizzati, inquinavano le coscienze delle popolazioni locali e trasformavano lentamente ma inesorabilmente gli ultimi angoli di un eden ancora intatto in scampoli di "paradisi perduti".
E' bene ricordarselo quando si guardano queste immagini di rara bellezza.



venerdì 21 novembre 2014

L'Eterna Giovinezza foto di David Hamilton

L'Eterna Giovinezza foto di David Hamilton

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Cacciatore di sogni, l'uomo dagli occhi chiari insegue farfalle adolescenti con ali tenui, appena uscite dalla crisalide... Con delicatezza, per non sciuparle, le imprigiona immediatamente in una grande casa perduta, la sua casa, dove le osserva a lungo... Il fantomatico cacciatore vaga di camera in camera, silenzioso come le sue farfalle. È alla ricerca di qualche cosa, di cui ignora completamente la natura. Spinge, dolcemente, il battente di una porta.

Si ferma. Osserva e, finalmente, vede. Il suo nome è David Hamilton..." Con queste parole, undici anni fa, Alain Robbe-Grillet presentava il primo volume di David Hamiltori Réves de Jeunes Filles(Sogni di fanciulle). È l'inizio di una straordinaria carriera e, al tempo stesso, culmine di una ricerca durata oltre dieci anni, ricerca di una realtà diversa, indefinibile cui erano connesse tutte le caratteristiche che, ancora oggi, fanno di David Hamilton qualcosa di più di un fotografo, di un personaggio alla moda, di un maestro dell'erotismo tenero. Impossibile intuire che cosa si nasconda dietro lo sguardo "dell'uomo dagli occhi chiari".

Dal Web

lunedì 27 ottobre 2014

Eadweard Muybridge


Eadweard Muybridge (Kingston upon Thames, 9 aprile 1830Kingston upon Thames, 8 maggio 1904) è stato un fotografo inglese. Fu un pioniere della fotografia del movimento. Battezzato Edward James Muggeridge, cambiò il cognome prima in Muygridge, infine in Muybridge.


Eadward Muybridge

eadweard-muybridge

Eadweard Muybridge (Kingston upon Thames, 9 aprile 1830 – Kingston upon Thames, 8 maggio 1904) è stato un fotografo inglese. Fu un pioniere della fotografia del movimento. Battezzato Edward James Muggeridge, cambiò il cognome prima in Muygridge, infine in Muybridge.

giovedì 23 ottobre 2014

Biografia di Bruce Davidson

Biografia di Bruce Davidson


Fotografo statunitense (Oak Park, Illinois, 1933). Ha iniziato ad occuparsi di fotografia all'età di dieci anni a Oak Park, e successivamente durante gli studi al Rochester Institute of Technology e l'Università di Yale ha continuato ad approfondire la conoscenza della fotografia e a sviluppare questa sua passione.
Dal 1958 ha lavorato come fotografo freelance per la rivista Life e nel 1959 è diventato membro di Magnum Photos. Il suo lavoro si è soprattutto rivolto alla realtà metropolitana di New York, il materiale verrà pubblicato nel libro Subway (1980) dal quale sarà realizzata una mostra all'International Center for Photography nel 1982, e ai temi sociali ponendosi testimone del terribile degrado sociale di un quartiere di Est Harlem realizzando il reportage East 100th Street esposto poi presso il Museo d'Arte Moderna di New York.
I suoi lavori fotografici sono stati pubblicati in diverse monografie e sono incluse in molte delle maggiori collezioni d'arte di tutto il mondo. Tra i riconoscimenti il Lucie Award, eccellente risultato nella fotografia documentaristica (2004) e la Medaglia d'oro per le Arti Visive (2007).

dal web


Photos di Bruce Davidson

Photos di Bruce Davidson A cura della pagina Facebook "Versi e prose in piena Libertà" "Le mie foto non sono fughe dalla realtà, ma una contemplazione della ...

lunedì 29 settembre 2014

Elena Vizerskaya (Kassandra)

Elena Vizerskaya (Kassandra)

è una fotografa russa specializzata in foto manipolazione.Crea universi misteriosi, quasi una realtà parallela a quella che noi tutti pensiamo possa essere la nostra.

Lei stessa ha detto:
"Tutte le mie foto derivano dai miei sogni, dove, a dirla tutta, mi sento molto più a mio agio che nella realtà."
Elena Vizerskaya


Elena Vizerskaya (Kassandra) - Benvenuti su Versi e prose in piena Libertà!
www.versieproseinpienaliberta.it
è una fotografa russa specializzata in foto manipolazione.Crea universi misteriosi, quasi una realtà parallela a quella che noi tutti pensiamo possa essere la nostra.

martedì 29 luglio 2014

ROBERT DE NIRO




Un ricordo dimenticato che all'improvviso riaffiora alla mente, quelle pieghe del viso e della fronte che parlano in silenzio, un attino rubato ad un momento di intimità che vorresti nascondere... e ci si può perdere per sempre o per sempre ritrovarsi...
Una immagine di Robert che Versi e prose in piena Libertà hanno voluto dedicare alle lettrici della nostra pagina.

mercoledì 25 giugno 2014

RENE' MAGRITTE

RENE' MAGRITTE

"Il mondo
è così totalmente
e meravigliosamente
privo di senso
che riuscire ad essere felici
non è fortuna
è arte allo stato puro."

d.a________________ Versi e prose in piena Libertà

giovedì 22 maggio 2014

Sarah Bernhardt

Forse è l'unica foto di Sarah Bernhardt (si lei) a torso nudo e Versi e prose in piena Libertà ha naturalmente pensato ai propri lettori...

(f.g)

(tratta dal libro Erotic Photography di Klaus Carl)

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