La guardò. Ma d’uno sguardo per cui guardare già è una parola troppo forte. Sguardo meraviglioso che è vedere senza chiedersi nulla, vedere e basta. Qualcosa come due cose che si toccano – gli occhi e l’immagine– uno sguardo che non prende ma riceve, nel silenzio più assoluto della mente, l’unico sguardo che davvero ci potrebbe salvare – vergine di qualsiasi domanda, ancora non sfregiato dal vizio del sapere – sola innocenza che potrebbe prevenire le ferite delle cose quando da fuori entrano nel cerchio del nostro sentire-vedere-sentire– perché sarebbe nulla di più che un meraviglioso stare davanti, noi e le cose, e negli occhi ricevere il mondo – ricevere – senza domande, perfino senza meraviglia – ricevere –solo– ricevere– negli occhi – il mondo.
«Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati» «Dove andiamo?» «Non lo so, ma dobbiamo andare» Jack Kerouac
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mercoledì 8 ottobre 2014
Tratto da OCEANO MARE di Alessandro Baricco
Tratto da OCEANO MARE di Alessandro Baricco
La guardò. Ma d’uno sguardo per cui guardare già è una parola troppo forte. Sguardo meraviglioso che è vedere senza chiedersi nulla, vedere e basta. Qualcosa come due cose che si toccano – gli occhi e l’immagine– uno sguardo che non prende ma riceve, nel silenzio più assoluto della mente, l’unico sguardo che davvero ci potrebbe salvare – vergine di qualsiasi domanda, ancora non sfregiato dal vizio del sapere – sola innocenza che potrebbe prevenire le ferite delle cose quando da fuori entrano nel cerchio del nostro sentire-vedere-sentire– perché sarebbe nulla di più che un meraviglioso stare davanti, noi e le cose, e negli occhi ricevere il mondo – ricevere – senza domande, perfino senza meraviglia – ricevere –solo– ricevere– negli occhi – il mondo.
La guardò. Ma d’uno sguardo per cui guardare già è una parola troppo forte. Sguardo meraviglioso che è vedere senza chiedersi nulla, vedere e basta. Qualcosa come due cose che si toccano – gli occhi e l’immagine– uno sguardo che non prende ma riceve, nel silenzio più assoluto della mente, l’unico sguardo che davvero ci potrebbe salvare – vergine di qualsiasi domanda, ancora non sfregiato dal vizio del sapere – sola innocenza che potrebbe prevenire le ferite delle cose quando da fuori entrano nel cerchio del nostro sentire-vedere-sentire– perché sarebbe nulla di più che un meraviglioso stare davanti, noi e le cose, e negli occhi ricevere il mondo – ricevere – senza domande, perfino senza meraviglia – ricevere –solo– ricevere– negli occhi – il mondo.
sabato 12 luglio 2014
ALESSANDRO BARICCO
lunedì 24 marzo 2014
da TRE VOLTE ALL'ALBA di Alessandro Baricco
da TRE VOLTE ALL'ALBA di Alessandro Baricco
Ho capito che non si cambia veramente mai, non c’è modo di cambiare, come si è da piccoli si è tutta la vita, non è per cambiare che si ricomincia da capo.
Si ricomincia da capo per cambiare tavolo, disse.
Si ha sempre questa idea di essere capitati nella partita sbagliata, e che con le nostre carte chissà cosa saremmo riusciti a fare se solo ci sedevamo a un altro tavolo da gioco…
(f.g)
(art Luca da Leida, I giocatori di carte, 1525)
Ho capito che non si cambia veramente mai, non c’è modo di cambiare, come si è da piccoli si è tutta la vita, non è per cambiare che si ricomincia da capo.
Si ricomincia da capo per cambiare tavolo, disse.
Si ha sempre questa idea di essere capitati nella partita sbagliata, e che con le nostre carte chissà cosa saremmo riusciti a fare se solo ci sedevamo a un altro tavolo da gioco…
(f.g)
(art Luca da Leida, I giocatori di carte, 1525)
martedì 11 marzo 2014
ALESSANDRO BARICCO
giovedì 14 novembre 2013
Tratto da OCEANO MARE di Alessandro Barrico
mercoledì 13 novembre 2013
Tratto da EMMAUS di Alessandro Baricco
Tratto da EMMAUS di Alessandro Baricco
Io e lei abbiamo un gioco segreto – ci scriviamo di nascosto da noi stessi. Parallelamente a quello che diciamo e viviamo insieme, ci scriviamo, come se fossimo noi due, ma una seconda volta. Di quel che scriviamo in quelle lettere – bigliettini – non parliamo mai. È lì che ci diciamo, tuttavia, le cose vere.
(a.t)
Io e lei abbiamo un gioco segreto – ci scriviamo di nascosto da noi stessi. Parallelamente a quello che diciamo e viviamo insieme, ci scriviamo, come se fossimo noi due, ma una seconda volta. Di quel che scriviamo in quelle lettere – bigliettini – non parliamo mai. È lì che ci diciamo, tuttavia, le cose vere.
(a.t)
martedì 23 luglio 2013
da BARNUM 2 di Alessandro Baricco
da BARNUM 2 di Alessandro Baricco
Era una ragazza semplice, di quelle che sognano dietro ai libri e alle poesie, e se la vita è carogna non importa, una ragione buona per sorridere la trovi comunque. Era un tipo così. Ed era carina, questo bisogna dirlo. Non del genere vistoso, quelle che ti giri a guardarle. Più semplice. Ma aveva qualcosa che ti accalappiava, niente da dire, ce l’aveva. Come una specie di limpidezza, di trasparenza. Era quel tipo di donna che quando ce l’hai tra le braccia, sai che lei è lì, proprio tra le tue braccia e da nessuna altra parte. Non so se avete presente. Ma è una cosa rara. E bellissima, nel suo genere.
(f.g)
Era una ragazza semplice, di quelle che sognano dietro ai libri e alle poesie, e se la vita è carogna non importa, una ragione buona per sorridere la trovi comunque. Era un tipo così. Ed era carina, questo bisogna dirlo. Non del genere vistoso, quelle che ti giri a guardarle. Più semplice. Ma aveva qualcosa che ti accalappiava, niente da dire, ce l’aveva. Come una specie di limpidezza, di trasparenza. Era quel tipo di donna che quando ce l’hai tra le braccia, sai che lei è lì, proprio tra le tue braccia e da nessuna altra parte. Non so se avete presente. Ma è una cosa rara. E bellissima, nel suo genere.
(f.g)
mercoledì 10 aprile 2013
Liberamente tratto da QUESTA STORIA di Alessandro Barrico
Liberamente tratto da QUESTA STORIA di Alessandro Barrico
Magari lei non era affatto la donna della tua vita…”
“Sì che lo era.”
“Perché?”
“Perché era matta, era tutta sbagliata. Era vera, se capisce
quello che voglio dire. Era una strada piena di curve assurde,
che correva in aperta campagna, senza preoccuparsi mai di
tornare. Senza nemmeno sapere bene dove stava andando.
Era una di quelle strade su cui ci si ammazza.”
(a.t)
Liberamente tratto da QUESTA STORIA di Alessandro Barrico
Liberamente tratto da QUESTA STORIA di Alessandro Barrico
Magari lei non era affatto la donna della tua vita…”
“Sì che lo era.”
“Perché?”
“Perché era matta, era tutta sbagliata. Era vera, se capisce
quello che voglio dire. Era una strada piena di curve assurde,
che correva in aperta campagna, senza preoccuparsi mai di
tornare. Senza nemmeno sapere bene dove stava andando.
Era una di quelle strade su cui ci si ammazza.”
(a.t)
lunedì 4 febbraio 2013
Tratto da SETA di Alessandro Baricco
Tratto da SETA di Alessandro Baricco
Mio Signore amato, non aver paura, non muoverti, resta in silenzio, nessuno ci vedrà, rimani così, ti voglio guardare. Io ti ho guardato tanto ma non eri per me, adesso sei per me. Non avvicinarti, ti prego,
non ti ho mai visto così. Il tuo corpo per me,
la tua pelle. Chiudi gli occhi e accarezzati, ti prego,
non aprire gli occhi se puoi e accarezzati. Sono così belle le tue mani, le ho sognate tante volte, e adesso le voglio vedere.
Mi piace vederle sulla tua pelle, così, ti prego continua, non aprire gli occhi, io sono qui, nessuno ci può vedere ed io sono vicina a te…
Signore amato mio, non aprire gli occhi, non ancora,
non devi aver paura son vicino a te, mi senti?
Son qui, ti posso sfiorare, è seta questa la senti?
È seta del mio vestito, non aprire gli occhi e vedrai la mia pelle,
avrai le mie labbra. Quando ti toccherò per la prima volta sarà con le mie labbra, tu non saprai dove, ad un certo punto sentirai il sapore delle mie labbra, addosso, non puoi sapere dove se non apri gli occhi... non aprirli, sentirai la mia bocca dove non sai, d’improvviso, forse sarà nei tuoi occhi. Appoggerò la mia bocca sulle palpebre e le ciglia, sentirai il calore entrare nella tua testa, e le mie labbra nei tuoi occhi, dentro…
(a.t)
Tratto da SETA di Alessandro Baricco
Tratto da SETA di Alessandro Baricco
Mio Signore amato,
non aver paura, non muoverti, resta in silenzio, nessuno ci vedrà,
rimani così, ti voglio guardare. Io ti ho guardato tanto
ma non eri per me, adesso sei per me. Non avvicinarti, ti prego,
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