PROMETEO di FRANCO GUGLIELMINO
PROMETEO di FRANCO GUGLIELMINO
"Ti aspettavo
come ogni giorno da sempre
e sono pronto
fai il tuo dovere e vai...
ma per la prima volta
leggo nei tuoi occhi rapaci
una luce diversa
che ti succede?
di Zeus vuoi scatenare
l'ira? non ti basta il compito
ingrato che ti ha dato?
migliaia di anni ormai
ci legano
e infinite albe di sangue
e di dolore
ma la notte è solo mia
nella resurrezione della carne
non indugiare."
L'aquila attese e infine:
"da tempo volevo farti una domanda"
"tu, amico di Zeus
che ti fece il dono di infondere
la Vita
tu che forgiasti gli uomini
a immagine degli Dei
e che potevi abbandonarli
al loro misero destino
dopo che Zeus irato li punì
con il buio eterno
tu, perché scegliesti
di ridare loro la luce?"
Prometeo, a fatica si voltò
verso il rapace
e guardandolo negli occhi:
"IO LI AMAVO E LI AMO ANCORA"
"e adesso fai il tuo lavoro
ché il sole è già alto"
L'aquila volteggiò
tre volte intorno alla roccia
illuminata da una luce
accecante
ruppe il silenzio
con il suo grido regale
e poi sparì per sempre.

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