Scrivo di arcobaleni
e di come il mondo sappia stare
nel solco delle tue mani
lucente come una moneta d’oro.
Scrivo di sorrisi
e della meraviglia di vederti
trasformare il graffio in un grido
e il grido in poesia.
Scrivo di aquiloni
che mietono venti e
arano nuvole chiare;
perse, e ritrovate, nei tuoi occhi.
Nessun graffio, nessun verso,
nessun sussulto,
né io,
tocchino il senso
che ti appartiene.
(a.t)
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