La celebre vicenda d'amore e di morte che vide per protagonisti Paolo Malatesta e Francesca da Rimini nei sublimi ed eterni versi del Sommo Poeta. Brano tratto dal V Canto dell'Inferno di Dante Alighieri. Arrangiamento musicale di Giorgio Paganucci.
Una delle più belle storie d'amore e morte che mi fa tornare in mente un 7 in italiano.
Parlo di circa... tanti anni fa. Una professoressa (oggi si direbbe una prof) di lettere, bravissima ma crudele, alle soglie della pensione, brutta quanto basta, un metro e venti di statura, gioiva ogni qual volta ti poteva mettere una insufficienza.
Allora, per i giovani di oggi suona strano, bisognava imparare a memoria le poesie e poi fare l'analisi del testo.
V Canto del'Inferno. Apre il registro, inforca gli occhiali, fa scorrere i nomi e poi sadicamente: oggi... oggi (pausa) oggi... Guglielmino.
Non sapeva però una cosa che avevo imparato tutto il Canto a memoria e a casa l'avevo recitato a voce alta con passione. Quando arrivai ai versi:
" Quando leggemmo il disiato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi basciò tutto tremante."
li recitai con tale partecipazione emotiva e passionalità che la prof (ho imparato) mi ferma e: "Vai al tuo posto.
Sette."
Il massimo voto che dava... e non mi chiese neanche l'analisi del testo.
Forse non era così crudele come sembrava e un tempo deve stata innamorata anche lei...
Perché ho raccontato questa storia? Vai a saperlo!
(f.g)
La ballata di Paolo e Francesca
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